di Fra. Mar.
Il produttore cinematografico Vittorio Cecchi Gori ha testimoniato stamattina nell’ambito processo che si sta celebrando a Perugia a carico del giudice romano Luisanna Figliolia, accusata di concussione ai danni di Cecchi Gori, che si è costituito parte civile.
Accuse Secondo l’accusa – il processo è passato a Perugia per competenza territoriale – il giudice Figliolia avrebbe costretto o comunque indotto Vittorio Cecchi Gori a fare delle elargizioni in suo favore, quali una festa di compleanno in un noto albergo di Roma, un soggiorno nella casa di Sabaudia del produttore cinematografico nell’estate del 2007, più soggiorni nell’appartamento di Londra, una collana e una borsa. Per l’accusa, il giudice romano avrebbe anche indotto o costretto Vittorio Cecchi Gori a stipulare un contatto al marito commercialista del giudice,che prevedeva un compenso molto alto. Secondo l’accusa infine, il giudice romano – che è accusato di concussione – in cambio di queste elargizioni avrebbe svolto una sorta di attività di consulenza giuridica nei confronti del produttore cinematografico.
Cecchi Gori «Figliolia – ha dichiarato però Cecchi Gori in aula – non è mai venuta a casa mia a dirmi ‘assumi mio marito come consulente’. Eravamo amici, in occasione di un suo compleanno le regalai una borsetta da 400-500 euro e pagai un conto da 1.500 euro per i dieci invitati». Cecchi Gori ha racontato di aver conosciuto il giudice dopo il crac della Fiorentina e durante il concordato della sua casa cinematografica. «Non ci pensavo nemmeno che la mia casa cinematografica potesse fallire – ha riferito -, in quel periodo parlavo soltanto dei miei problemi e sempre in quel periodo conobbi la Figliolia, uno dei giudici più importanti di Roma che si era anche occupata delle Brigate rosse. E’ evidente che avendo io questi problemi, ne ho parlato con lei e lei mi ha dato qualche consiglio. I nostri figli – ha raccontato ancora Cecchi Gori – andavano a scuola insieme, una volta noleggiai un aereo per andare nella mia casa di Londra e spesi 25 mila euro. Era una casa del valore di sette milioni di sterline, la sua passione, ci e’ tornata altre volte, una volta perfino a mia insaputa. E poi alla fine venne venduta a sette milioni di sterline quando ne valeva almeno 19».
