E’ stata intitolata stamani all’assistente Luca Benincasa, poliziotto della stradale ucciso da alcuni rapinatori nel corso di un conflitto a fuoco nel marzo 2002, la caserma di via Ruggero D’Andreotto, a Perugia. Alla presenza delle massime autorità regionali si è svolta la cerimonia, alla quale hanno partecipato la moglie della vittima, Anna Torresi, ed il figlio di 12 anni: con lui i compagni di classe della terza media di Torgiano.
Il messaggio di Manganelli Madre e figlio, visibilmente emozionati, hanno scoperto la lapide in memoria di Benincasa, medaglia d”oro al valor civile della memoria. Il prefetto Santi Giuffrè, in rappresentanza del capo della polizia, Antonio Manganelli, ha spiegato di essere «orgoglioso del contributo» offerto da Benincasa, ricordando che «la presenza delle pattuglie sulla strada porta gli agenti ad imbattersi in episodi di contrasto al crimine».
Il dirigente della stradale dell’Umbria «Con l”intitolazione della caserma viene reso tangibile il sacrificio di Luca – ha detto il dirigente della polizia stradale dell”Umbria, Mario Nigro – Benincasa ha dimostrato di essere un uomo leale e apprezzato per la propria umanità».
Il prefetto Il prefetto di Perugia, Vincenzo Cardellicchio, ha concluso sottolineando che «quando si esce di casa per andare a lavorare non si può morire. Benincasa sapeva di aver lasciato a casa un bimbo di tre anni quando sul raccordo ha inseguito un taxi che non rispettava i limiti di velocità e che avrebbe potuto lasciar andare».
Le autorità Alla cerimonia hanno partecipato anche il questore di Perugia Nicolò D’Angelo e il sindaco Wladimiro Boccali, insieme ai vertici di tutte le forze di polizia. Schierati sul piazzale antistante la caserma un picchetto in armi della polizia stradale, oltre ai gonfaloni di Regione, Provincia e Comune di Perugia. Al termine il questore D”Angelo e il prefetto Santi Giuffrè, direttore centrale delle Specialità della Polizia di Stato, hanno deposto una corona d”alloro al monumento ai caduti della polizia.

