di Francesca Marruco
Aveva fatto salire in macchina una ragazzina di meno di sedici anni dicendo che voleva darle un passaggio e invece, una volta in auto, è andato in un piazzale fuori da una scuola e ha chiuso le sicure. A quel punto per la giovane è iniziato l’infermo. Lui, autista di autobus ventinovenne all’epoca dei fatti accaduti nell’ottobre del 2011 nella zona di Gualdo Tadino, adesso è stato rinviato a giudizio per violenza sessuale e per lui il processo inizierà l’otto aprile prossimo.
L’accusa Quel pomeriggio di quasi due anni fa quella ragazzina, che si è costituita parte civile con i genitori, era stata costretta a compiere degli atti sessuali sotto minaccia e dopo essere stata bloccata e picchiata. «Mentre cercava di uscire dall’autovettura – recita il capo d’imputazione – lo stesso, afferrandola con una mano per il collo e i capelli per bloccarla, con l’altra tirava giù i propri pantaloni. ‘Devi fare quello che ti ho detto altrimenti ti prendo a schiaffi zoccola’ ». A quel punto la ragazzina aveva ceduto praticando del sesso orale all’uomo.
Il fatto Ma a lui non bastava. Infatti, «le sfila le scarpe, i pantaloncini e le mutandine e continuando ad urlare che doveva fare quello che diceva lui, la incastra sul sedile anteriore» pretendendo un rapporto anale. La ragazzina riesce a resistere, ma lui, «si alterava sempre di più fino a prenderle la testa con una mano e infilarle due dita nella vagina». Un inferno. Cinque mesi dopo molesta ancora un’altra ragazzina toccandole le parti intime. Anche questo episodio finisce agli atti del procedimento contro di lui.
A processo Adesso, difeso dall’avvocato Giancarlo Viti, affronterà il processo davanti al tribunale collegiale. Contro di lui i racconti delle ragazzine. A decidere del suo rinvio a giudizio il gip Alberto Avenoso.
