di Fra. Mar.
1.608.252,26 euro, centesimo più centesimo meno. E’ questa l’astronomica cifra che sarebbe stata sottratta a otto perugini tratti in inganno da un fantomatici investimenti in azioni molto redditive. Per questa mega truffa, sul banco degli imputati siedono due uomini: un ex direttore di banca, e colui che secondo le denunce delle parti offese avrebbe fatto loro questa proposta.
Somme da capogiro L’invito era di quelli succulenti: investire in azioni che avrebbero reso un sacco di soldi in breve termine. Il pugliese, difeso dall’avvocato Lovelli Alfredo, si sarebbe fatto consegnare solo da un uomo oltre 250 mila euro. Da un’altra donna oltre 193 mila euro. E le restanti somme da altre sei persone, per un totale da capogiro. Tutti soldi spariti.
L’accusa Secondo quanto recita il capo d’imputazione i due indagati, avrebbero tratto in inganno gli investitori «garantendo una redditività elevata, a mezzo di investimento in titoli azionari, fornendo a riscontro informazioni di mercato ed esibendo documentazione apparentemente comprovante l’esistenza di precedenti investimenti analoghi, il tutto con l’intendimento di ricevere ingenti somme di denaro senza provvedere alla destinazione pattuita».
Responsabile civile Martedì mattina davanti al giudice di Perugia, si è tenuta la prima udienza per i due imputati. Il direttore di banca, difeso dall’avvocato Alessandro Vesi, è pronto a dichiarare la sua totale estraneità ai fatti: dice infatti di non essere stato al corrente di alcuna truffa ai danni di alcuni suoi clienti. Su richiesta di uno degli avvocati di parte civile, David Zaganelli, martedì mattina il tribunale ha ammesso la citazione della banca Unipol come responsabile civile. Il processo è stato rinviato al 16 gennaio 2014.
