di Francesca Marruco
E’ accusato di omicidio preterintenzionale Maloul Nabil, il 37enne marocchino arrestato lunedì notte perché ritenuto responsabile dell’aggressione che è costata la vita a Loredano Maranini, un 72enne scippato domenica pomeriggio in via della Pallotta e morto lunedì mattina in ospedale dopo un tentativo disperato di salvargli la vita.
In caserma con obbligo di firma Il marocchino, in stato di fermo del pm, è stato bloccato dai carabinieri della compagnia di Perugia quando è andato in caserma al comando provinciale a mettere la firma, perché sottoposto ad obblighi viste sue precedenti condanne e implicazioni in almeno due grosse inchieste per droga. Nabil, difeso dagli avvocati Donatella Panzarola e Christian Giorni mentre era negli uffici della caserma a firmare, è stato riconosciuto da tre testimoni che spontaneamente si erano presentati dai carabinieri dopo aver assistito al cruento scippo.
Interrogato L’anziano portava un borsello a tracolla, ma il suo aggressore non si è fatto scrupolo di fargli del male per cercare di strapparglielo. Insomma, una volta indicato come l’aggressore dai testimoni oculari, i militari lo hanno bloccato. Poco dopo è stato interrogato dal pm di turno Valentina Manuali, che al termine ha disposto il fermo.
In carcere Secondo quanto emerge, il 37enne si è difeso respingendo ogni accusa, dicendo che lui in quel momento era in un bar di Elce a vedere la partita della Roma. L’uomo ha anche indicato ai carabinieri quali persone potrebbero confermare la sua versione. Sono in corso questi ulteriori accertamenti. Anche per verificare se, come sembra, esistono delle telecamere che possono aver ripreso qualcosa.
Convalida A decidere poi cosa succederà, sarà il gip Lidia Brutti, che nei prossimi giorni dovrà convalidare il fermo. Per quanto riguarda invece la vittima, il pm ha disposto l’autopsia sul suo corpo, anche se appare quasi certo che ad ucciderlo sia stata la tremenda botta che ha dato quando il suo aggressore lo ha scaraventato a terra.
