di Maurizio Troccoli
E’ un brulicare sobrio e festoso, un andirivieni di gente, dagli abiti e dall’andatura tipica del pellegrino. Poi sai francescani, veli di monache e gruppi scalpitanti che scendono dagli autobus. C’è ancora il fresco di rugiada a svegliare Assisi, in queste prime ore di luce, quell’aria che sembra d’attesa in quest’atmosfera tipicamente francescana, divertita e rispettosa, smaniosa e riflessiva. Vanno in un’unica direzione i serpentoni di folle, ancora per poco intervallati da spazi vuoti. Vanno in direzione della basilica di Santa Maria degli Angeli, la grande culla che custodisce la piccola chiesa costruita anche grazie alle mani di Francesco e alla carità di Chiara d’Assisi. Il luogo del viatico di San Francesco, là dove il frate patrono d’Italia decise di adagiarsi al suolo di bosco per abbandonarsi ‘alla dolcezza della morte’, là dove decise di costruire la porziuncola dopo avere ricevuto il messaggio ‘Vai e ripara la mia casa’, quel luogo ritorna nella storia per un ritrovato appuntamento francescano, di genti insieme ancorché diverse. Proprio qui stanno arrivano queste genti, proprio qui si incroceranno e si contamineranno con i ‘fratelli delle altre confessioni religiose’ in arrivo sulla vecchia ferrovia che dalla Chiesa di Pietro conduce ai luoghi di Francesco. Lungo il percorso il convoglio rallenta nei pressi delle stazioni di Terni, Spoleto e Foligno.
L’alba di un nuovo giorno E’ l’alba di un nuovo giorno, sembra dire Assisi con la sua semprecalda luce, le sue architetture apparentemente immobili e pur capaci di esprimere novità, con il suo brusio di sottofondo che ancora una volta preannuncia la straordinarietà di un accadimento, nell’ordinarietà della semplicità francescana. In questa stessa semplicità si inserisce l’incontro di Papa Benedetto sedicesimo con i rappresentanti delle altre religioni di tutto il mondo, in viaggio con lui sul treno che da Roma sta per condurli ad Assisi. Appena fuori da quella piccola stazione piccoli capannelli di persone restano in attesa. Santa Maria degli Angeli è chiusa e le prime persone si accalcano lungo il corridoio di transenne dove passerà Benedetto XVI.
Dopo 25 anni Tutto accade dopo 25 anni da quel memorabile 1986 che vide giungere tra le antiche mura di Assisi Papa Giovanni Paolo II, circondato dai variopinti colori degli abiti dei monaci buddisti, dei patriarchi ortodossi e dei rappresentanti delle altre fedi. Significativa la differenza tra allora ed oggi, come quella rappresentata dai passi compiuti tra i cattolici ed il mondo ebraico, come gli accadimenti che hanno stravolto il pianeta e le relazioni tra le nazioni, come il tempo compiuto dal cammino della fede che oggi trova riflesso anche in una polemica sorta attorno a questo incontro, voluto ed in un certo modo organizzato da Papa Benedetto.
La polemica «Non si pregherà insieme», fa sapere il Vaticano ma «si camminerà insieme», sottolinea la Santa sede spostando l’attenzione sul pellegrinare comune piuttosto che sulla preghiera universale. Da qui le accuse di indietreggiamento rispetto all’apertura di Papa Giovanni Paolo II, rivolte al nuovo Papa e la risposta del pontefice volta a mitigare le interpretazioni di sincretismo e relativismo sull’evento. «La violenza tra religioni è uno scandalo che snatura la vera identità della religione, vela il volto di Dio ed allontana dalla fede», ha spiegato il cardinale Peter Turkson, presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, come esordio al suo ragionamento in risposta alle accuse. Per sgombrare il campo da ogni marchio di «sincretismo» non ci saranno momenti di preghiera collettiva e comune: ognuno pregherà per proprio conto, individualmente, con le proprie modalità e secondo le forme della propria specificità religiosa. L’accento, più che sulla «preghiera», è posto sulla cifra del «pellegrinaggio», «ma questo non rappresenta un giudizio negativo verso le Giornate precedenti», ha puntualizzato Turkson.
Il benvenuto del vescovo Mons. Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e vice presidente della Ceu, dà il suo benvenuto a Papa Benedetto XVI e a tutti i pellegrini. Lo fa attraverso un suo scritto e non pronunciando un discorso (infatti a tutti i partecipanti gli verrà consegnato al momento del loro arrivo) essendo stato scelto un indirizzo di “sobrietà” della parte cattolica per salvaguardare il carattere interreligioso dell’incontro. «Da questa casa dove, otto secoli or sono – scrive il presule –, lasciando la vita mondana Francesco si fece “nudo” per Cristo, giunga a voi tutti, pellegrini di verità e di pace, il saluto della Chiesa di Assisi. In quel gesto-shock di un giovane di questa Città, un mondo cadeva, un mondo nuovo sorgeva, come agli inizi della “bella notizia” del Dio fatto uomo. Cadeva il mondo del dio denaro dell’egoismo e della violenza. Sorgeva il mondo nuovo di braccia che si levano al cielo e si allargano poi in un abbraccio universale. Quell’inedito e puro gesto gettava il seme dello “spirito di Assisi”». «“Spirito di Assisi”, invocazione di una umanità – prosegue mons. Sorrentino – che si spogli di ogni guerra, che si vergogni dei suoi terroristi e dei suoi bombardieri, piegata sulla fame dei poveri, rispettosa di ogni vita. “Spirito di Assisi”, ponte gettato tra tutti i credenti e i non credenti dal cuore pensoso, senza svendite della verità, testimoni della verità trovata, pellegrini di una verità che sempre ci supera, in ascolto del Mistero». «Benvenuto, Santo Padre Benedetto XVI, in questa terra di Francesco, come il tuo beato Predecessore. Benvenuti, fratelli e sorelle di tutte le fedi, cercatori del bene. A tutti voi – conclude il presule – l’abbraccio di questa Chiesa e l’augurio del Poverello: “Il Signore vi dia pace”». Il testo integrale del saluto di benvenuto di mons. Sorrentino al Papa e a tutti i partecipanti alla Giornata di riflessione, dialogo e preghiera per la pace e la giustizia nel mondo è pubblicato nel sito www.chiesainumbria.it .
La giornata All’arrivo del Papa nella Basilica di Santa Maria degli Angeli è previsto un momento di commemorazione dei precedenti incontri. Intervengono esponenti di alcune delle delegazioni presenti, poi le riflessioni del Pontefice. Segue un pranzo frugale, condiviso dai delegati: un pasto all’insegna della sobrietà. E il momento di preghiera. Nel pomeriggio, tutti i presenti in Assisi parteciperanno ad un cammino che si snoderà verso la Basilica di San Francesco. Sarà un pellegrinaggio, a cui prenderanno parte, nell’ultimo tratto, anche i membri delle delegazioni. All’ombra della Basilica di San Francesco, là dove si sono conclusi anche i precedenti raduni, si terrà il momento finale della giornata, con la rinnovazione solenne del comune impegno per la pace.
I partecipanti Sono circa 300 i rappresentanti delle tradizioni religiose e piu’ di 50 i paesi del mondo rappresentati alla Giornata interreligiosa, tra i quali, oltre a numerosi Paesi europei e americani, anche quelli che soffrono forse maggiormente, in questo momento storico, per problemi di libertà religiosa e dialogo tra religioni: Egitto, Israele, Pakistan, Giordania, Iran, India, Arabia Saudita, Filippine e molti altri. Hanno assicurato la loro presenza 176 esponenti di diverse tradizioni religiose non cristiane e non ebraiche. In particolare sono attese 4 personalità in rappresentanza delle religioni Tradizionali dell’Africa, dell’America e dell’India. Per quel che riguarda le religioni connesse col sub-continente indiano, hanno accettato l’invito del Papa 5 personalità Indù tra le quali Rajhmoon Gandhi, nipote del Mahatma Gandhi, che già partecipò alla Giornata del 1986; 3 jainisti; 5 Sikh; 1 Zoroastriano; 1 Bahai, che per la prima volta è presente ad una Giornata di Assisi. Per le altre religioni di origine asiatica ci saranno 67 Buddisti, di cui 16 capi-delegazione provenienti dal 11 Paesi. Da Hong Kong verrà il Presidente dell’Associazione del Taoismo, con 2 accompagnatori. Hanno confermato la loro presenza 2 delegazioni shintoiste dal Giappone, con un totale di 17 partecipanti. Tra le Nuove Religioni del Giappone hanno accettato l’invito del Papa 4 denominazioni per un totale di 13 persone. All’invito del Pontefice, diramato dalla Commissione per i Rapporti religiosi con l’ebraismo, ha risposto positivamente anche l’ebraismo mondiale. Parteciperanno delegazioni dell’International Committee on Interreligious Consultation, del Gran Rabbinato di Israele e di altre organizzazioni ebraiche di carattere internazionale. In particolare, l’ebraismo in Italia sarà rappresentato dal Rabbino Capo di Roma, il dottor Riccardo Di Segni.
Gli atei all’appuntamento col Papa Alla Giornata interreligiosa di Assisi, Benedetto XVI ha voluto che partecipassero anche alcuni atei e agnostici interessati al tema della pace. Nelle tre precedenti edizioni del 1986, 1993 e 2002, Giovanni Paolo II aveva limitato invece i suoi inviti ai leader delle grandi religioni e ai rappresentanti di tutte le confessioni cristiane. Gli invitati che hanno accettato di partecipare sono la professoressa Julia Kristeva, psicanalista, filosofa e scrittrice francese di origini bulgare, il professor Remo Bodei, ordinario di Storia della filosofia all’Universita’ di Pisa, il professor Guillermo Hurtado, filosofo messicano membro dell’Instituto de Investigaciones Filosoficas dell’Universita’ di Mexico Unam e, tra gli altri, il professor Walter Baier, l’economista austriaco che coordina la Rete “Transform!”, un foro di ricerca europeo che raggruppa riviste e “think tanks” di sinistra. Baier è anche membro del Partito Comunista Austriaco.
Più musulmani che in passato Dai paesi arabi e medio-orientali, e dai Paesi occidentali sono attesi 48 musulmani, e precisamente: dalla Giordania, da Israele, dall’Egitto, dal Libano, dall’Algeria, dal Marocco, dall’Iran, dalla Turchia, dall’Arabia Saudita, dall’Albania, dalla Bosnia ed Erzegovina, dalla Bulgaria, dall’Azerbaigian, dal Tajikistan, dal Regno Unito, dalla Francia, dall’Italia, dal Portogallo, dagli Stati Uniti di America.
Le chiese cristiane Per le Chiese d’Oriente, saranno presenti 17 delegazioni. Il Patriarca Ecumenico, Sua Santita’ Bartolomeo I, guiderà la delegazione del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli. Parteciperanno inoltre Sua Beatitudine Anastas, Arcivescovo di Tirana, Durazzo e tutta l’Albania (Chiesa ortodossa di Albania), Sua Eminenza Aleksandr, Metropolita di Astana e Kazakhstan (Patriarcato di Mosca) e molti altri rappresentanti, anche delle Chiese Ortodosse Orientali, come il Patriarcato siro – ortodosso, la Chiesa Apostolica Armena e la Chiesa ortodossa sira malankarese. Vi sara’ anche una delegazione della Chiesa Assira dell’Oriente. Per le Chiese e Comunita’ ecclesiali d’Occidente, saranno presenti 13 delegazioni, tra cui quella della Comunione Anglicana, guidata Rowan Williams, Arcivescovo di Canterbury, della Federazione Luterana Mondiale, della Comunione Mondiale delle Chiese Riformate, del Consiglio Metodista Mondiale, dell’Alleanza Battista Mondiale e di altre Comunioni mondiali. Partecipera’ anche una delegazione del Consiglio ecumenico delle Chiese, guidata dal Segretario Generale, il dottor Olav Fykse Tveit.

