Si chiama Alessandro Sebastiani e viene indicato come “imprenditore agricolo” di Perugia. Il settimanale L‘Espresso lo cita nel nuovo elenco di nomi pubblicati che compaiono nei documenti dello studio legale panamense Mossack Fonseca. Siamo nell’ambito dell’inchiesta che, nel linguaggio giornalistico internazionale, è stata battezzata ‘Panama Papers’.
Due umbri Sebastiani è il secondo umbro a venire fuori dalle carte che hanno rivelato un elenco di persone sospettato di aver dato vita a società panamensi per esportare capitali lontano dall’occhio del Fisco italiano. L’altro è il 35enne orvietano Gianluca Massini Rosati, indicato come fiscalista, ma che si qualifica quale «escapologo fiscale» tanto da avere un blog (www.escapologia-fiscale.it) in cui propone un corso per «pagare solo il giusto carico fiscale in modo onesto e legale». Nel video di presentazione definisce un escapologo «uno che si libera dalle catene del Fisco senza romperle e senza farsi male». Contattato da Umbria24, Massini Rosati spiega: «Hanno preso un granchio perché non ho commesso reati. Io un evasore? Questa cosa è stata fatta 5 anni fa. È stata chiusa come ho già spiegato nel mio blog».
L’editoriale del Guardian L’Umbria è stata chiamata in causa nello scandalo Panama Papers anche in modo indiretto per via di un editoriale comparso sul prestigioso giornale britannico The Guardian, in cui la Perugia del 1500 veniva presa ad esempio negativo per la corruzione e l’evasione fiscale come contraltare al Rinascimento di Firenze. Nell’articolo si invitava la classe politica inglese a seguire l’esempio fiorentino e non il perugino. L’editoriale ha suscitato la reazione sdegnata di alcuni esponenti politici umbri.
