di Francesca Marruco
Nessuna premeditazione. Il massacro in cui il giovanissimo Ovidio Stramulis venne ucciso il due ottobre 2012 a Pietrafitta dal patrigno Pietro Cesarini fu un raptus. Lo afferma la procura della Repubblica di Orvieto che ha chiuso le indagini per l’omicidio del 17enne, massacrato a colpi di mattarello. La notizia è riportata oggi sul quotidiano La Nazione.
Nessuna omissione, per ora Nell’avviso di conclusione delle indagini del pm Chiara Capezzuto che ha ereditato il fascicolo dal collega Flaminio Monteleone, non ci sono inoltre co-responsabilità di terzi. Almeno per ora. Nelle 1.138 pagine di fascicolo di indagine c’è infatti un appunto del pm Monteleone che indica la strada da percorrere per individuare le eventuali omissioni nella catena di eventi che portò alla tragica morte di un ragazzo troppo giovane.
I fatti Ovidio venne ammazzato dal patrigno Pietro il giorno in cui lui e il fratellino di otto anni si sarebbero dovuti trasferire in una casa famiglia, lontano dalla violenza che erano costretti a subire ogni giorno nel modesto appartamento di Pietrafitta in cui vivevano con mamma Florentina e Pietro ( padre solo del secondo figlio). L’assistente sociale che avrebbe dovuto accompagnare i minori sarebbe arrivata di lì a poco. Florentina uscì di casa per andare a prendere il figlio minore a scuola e Ovidio rimase solo a casa col patrigno. Tra loro i rapporti erano tesissimi. I vicini di casa, un’intera comunità straziata dalla morte di Ovidio ha puntato il dito contro di lui per i continui maltrattamenti e angherie a cui sottoponeva il ragazzo.
Tragedia annunciata In molti all’epoca parlarono di tragedia annunciata e di morte che si poteva evitare. Lo disse anche il parroco nell’omelia funebre. Allo stato dei fatti però, l’unico responsabile è Pietro Cesarini, ex camionista disoccupato, reo confesso, in carcere con l’accusa di omicidio volontario, maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale nei confronti della moglie. E’ probabile che per lui la difesa chiederà il rito abbreviato in cerca di uno sconto di pena.
Mamma e figlio di nuovo insieme Intanto, il tribunale dei minorenni ha finalmente concesso il ricongiungimento del figlio più piccolo con la madre, parte civile con l’avvocato Luca Maori. Superstiti di questo dramma incredibile, stanno provando adesso a ricostruirsi una vita. In un appartamento nel perugino, con l’aiuto di gente buona e un nuovo lavoro.
