Un agente di polizia penitenziaria aggredito da un detenuto che ha tentato di scappare mentre veniva riaccompagnato in cella. L’episodio, avvenuto nel carcere di Orvieto, è stato denunciato dal sindacato Sappe.
L’aggressione «Un detenuto presso la casa di reclusione di Orvieto, dopo aver effettuato un colloquio con il proprio difensore di fiducia, improvvisamente si è scagliato contro il poliziotto penitenziario che lo stava accompagnando in cella, nel tentativo di aprirsi un varco eguadagnare l’uscita dal reparto». A sostenerlo Donato Capece, segretario generale del Sappe, sindacato dei poliziotti penitenziari. «Il poliziotto – riferisce Capece – a causa del forte urto contro il cancello, ha perso conoscenza. Immediatamente sono intervenuti altri due agenti ed un sovrintendente i quali provvedevano, con non poca fatica e riportando traumi e contusioni, ad immobilizzare il detenuto e a soccorrere il collega».
Condizioni sempre più gravi Non più tardi di tre mesi fa – ricorda sempre il Sappe – c’era stata un’altra aggressione daparte di un detenuto che ha causato lesioni a quattro poliziotti penitenziari, giudicati guaribili da 15 a 90 giorni. «Le condizioni lavorative del reparto di polizia penitenziaria di Orvieto – sostiene Capece – si fanno sempre più difficili . Il personale, sotto organico da anni, è costretto a turni gravosi e a fronteggiare una popolazione detenuta numericamente in crescita e spesso caratterizzata da gravi patologie psichiatriche. Ai colleghi contusi va naturalmente tutta la nostra vicinanza e solidarietà, ma ci domandiamo quante aggressioni ancora dovrà subire il nostro personale di polizia penitenziaria perché si decida di intervenire concretamente suigravi problemi penitenziari».

