I carabinieri illustrano l'operazione

di Marco Torricelli

L’accusa è pesante. Aver provocato la morte di una persona, come conseguenza  di altro atto illegale. Sulla base di questo i carabinieri di Orvieto hanno dato applicazione ad un’ordinanza del Gip ed hanno accompagnato in carcere due spacciatori di eroina e cocaina. Un terzo arresto, nella stessa operazione, ha riguardato un altro spacciatore che, però, non pare implicato nelle due morti per overdose.

Gli arresti In carcere sono finiti un orvietano (A.C. 50enne, usciere di professione, ma di fatto autentico monopolista del mercato della droga sulla ‘rupe’) e un nigeriano (O.L. 40enne, irregolarmente in Italia e senza fissa dimora). Su entrambi pesa l’accusa più grave. Agli arresti domiciliari, invece, è finito un musicista grossetano (C.J. di 24 anni) sul quale grava una denuncia per spaccio.

Due morti Le indagini erano partite a marzo, quando nel giro di poche ore si verificarono due casi di morte per overdose: quella di Daniele Cavalloro e di Emanuele Vita. «Gli accertamenti – spiega il capitano Giambattista Fumarola, che comanda la compagnia dei carabinieri di Orvieto – sono stati condotti sia attraverso il controllo delle utenze telefoniche che con pedinamenti personali» ed hanno portato alla scoperta del vasto giro che coinvolgeva i tre arrestati.

La catena Il nigeriano, spiega il luogotenente Marco Fabbretti, comandante della stazione dei carabinieri di Orvieto, «era il fornitore che, approvvigionandosi degli stupefacenti sulla piazza romana, li cedeva poi all’orvietano, il quale provvedeva allo spaccio sulla piazza locale, sulla quale operava praticamente in regime di monopolio, potendo mettere a disposizione dei consumatori ogni genere di sostanza stupefacente».

Le indagini Tra questi clienti, però, dice il tenente Mario Milillo, comandante del Norm di Orvieto, «c’era anche Daniele Cavalloro, che il 17 marzo scorso venne trovato morto a causa di un’overdose ed è stato proprio partendo da quel tragico evento, oltre che da un altro caso di overdose mortale, che siamo stati in grado di ricostruire il quadro che ha portato all’ordinanza del Gip».

Il contesto A Orvieto e nel suo territorio, dice il capitano Fumarola, «la situazione relativa allo spaccio ed al consumo di sostanze stupefacenti è grave e diffusa. Il fenomeno è caratterizzato da una diffusione tentacolare dei punti di spaccio e questo ne rende particolarmente difficile l’individuazione, ma soprattutto fa sì che, pur tagliando uno di questi tentacoli, l’attività prosegue», tanto che già lo scorso anno, ricorda il comandante, «furono emessi 12 provvedimenti restrittivi».

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