di Massimo Colonna
«L’oggetto processuale si riduce agli atti ed ai provvedimenti formati dal Comune di Terni in materia di appalti, assumendo i caratteri che impegnano di solito altre giurisdizioni». E’ questo il tema che le difese dei 25 indagati nell’ambito del primo filone dell’Operazione Spada, hanno messo sul tavolo nella terza udienza preliminare, andata in scena venerdì mattina nelle aule del tribunale di Terni.
Parlano gli avvocati Dopo che nella prima udienza la parola era andata al pubblico ministero Raffaele Iannella per la ricostruzione delle indagini, nella seconda ha preso il via la parte dedicata alle difese. E venerdì mattina ecco il secondo round di questa fase, con la parola che è passata, tra gli altri, ai legali David Brunelli, Francesco Donzelli e Nicola Pepe.
Cambio di imputazione La linea emersa è quella che riguarda il cambio di imputazione, già annunciato nelle passate udienze, ed in particolare gli sviluppi che a questo punto potrebbe prendere la discussione. «Non vi è dubbio – ha dichiarato l’avvocato Pepe, che difende l’ex vicesindaco Francesca Malafoglia, al termine dell’udienza – che la modifica del capo di imputazione con l’innesto dell’articolo 353 bis, contribuisce a determinare un’evidente procedimentalizzazione del giudizio. L’oggetto processuale si riduce agli atti ed ai provvedimenti formati dal Comune di Terni in materia di appalti, assumendo i caratteri ed i profili che impegnano quotidianamente altre giurisdizioni. Ho ribadito la posizione di assoluta legittimità dell’operato di Francesca Malafoglia e del ruolo svolto in giunta. La Malafoglia ha sempre agito con onestà e dedizione nel perseguimento delle finalità pubbliche ed in piena conformità ai principi della buona amministrazione, nonostante la sua giovane età ha affrontato con coraggio e passione situazioni difficili. Ho piena fiducia sul fatto che tutti gli elementi valorizzati in udienza preliminare saranno oggetto di una attenta valutazione».
Nuova udienza In aula, davanti al giudice per l’udienza preliminare Natalia Giubilei, era presente anche il sostituto procuratore Raffaele Iannella. Secondo l’accusa, come noto, qualcosa sarebbe andato storto nella gestione di tre bandi pubblici, ossia quello per la gestione della Cascata delle Marmore, del verde pubblico e dei servizi cimiteriali. Da qui l’ipotesi accusatori che parla di turbativa d’asta. Dopo gli interventi della difesa il gup ha fissato la nuova udienza al prossimo 29 giugno, quando saranno ascoltati ancora i restanti legali difensori e poi il gup deciderà in merito agli eventuali rinvii a giudizio.
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