di Massimo Colonna

Parola alle difese. E’ in programma mercoledì mattina la seconda udienza davanti al gup per il primo filone dell’Operazione Spada, l’inchiesta mossa dalla procura della Repubblica che ha messo nel mirino alcuni appalti comunali. Dopo che nella scorsa udienza il pubblico ministero ha ripercorso i tratti primari dell’indagine, ecco che ora la parola tocca agli avvocati difensori dei 25 indagati. Tra questi, come noto, anche l’ex sindaco Leopoldo Di Girolamo e l’ex assessore ai Lavori pubblici Stefano Bucari.

La difesa Dalle 9 di martedì dunque si ritroveranno in aula il giudice per l’udienza preliminare Natalia Giubilei, il pm Raffaele Iannella, che segue la vicenda per conto del procuratore capo Alberto Liguori, i legali difensori, tra cui Roberto Spoldi, Massimo Proietti, Attilio Biancifiori e Nicola Pepe. A prendere la parola saranno proprio le difese, che avranno modo di presentare le proprie posizioni anche in altre due udienze già calendarizzate, ovvero quelle dell’8 e del 29 giugno.

Il cambio di ipotesi Le difese dovranno anche basare la propria linea in base al cambio di imputazione, formalizzato nella prima udienza. La procura infatti nella sua ricostruzione dei fatti ha introdotto l’articolo 353 bis del codice penale, che in sostanza anticipa la punibilità dell’indagato che viene ipotizzata già nella fase di predisposizione del bando. «Vengono incriminate le medesime condotte previste all’art. 353 – spiega il codice penale – con la differenza che la punibilità interviene già nella fase di predisposizione del bando e quindi nel momento in cui l’amministrazione interviene relativamente alle modalità di scelta del contraente». Nella scorsa udienza inoltre il pm aveva anche ottenuto il non luogo a procedere per i dirigenti comunali Renato Pierdonati e Vincenza Farinelli e per i dipendenti Claudio Brugia, Pasquale Sabatelli e Stefano Marinozzi, per l’accusa di falso ideologico.

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