Gli ovuli nello stomaco in una radiografia (Foto Troccoli)

di Ivano Porfiri

L’eroina nello stomaco, trecento grammi ogni due settimane da smerciare a Perugia e dintorni. Gestendo tutto con 3 mila schede telefoniche intestate a ignari cittadini. I carabinieri di Assisi, coordinati dalla procura, hanno scardinato un’organizzazione di trafficanti di droga tra Napoli e l’Umbria: 22 gli arresti e 38 le denunce a piede libero. Gli arrestati sono stati rinchiusi nei carcere di Capanne e di Poggioreale (Na).

Operazione Iron All’alba i militari della compagnia di Assisi hanno fatto scattare un’operazione che ha visto impegnati circa 50 carabinieri con l’ausilio di unità cinofile. In manette sono finite 17 persone destinatarie di altrettante ordinanze di custodia cautelare  tra Perugia e nell’hinterland napoletano (tre napoletani, undici magrebini e tre umbri) responsabili a vario titolo di associazione per delinquere dedita al traffico di stupefacenti. Nel corso delle indagini erano già stati arrestati 5 soggetti in flagranza di spaccio e recuperati 300 grammi di eroina, 250 pasticche di “suboxone” (un medicinale classificato tra le sostanze illecite) e 20 flaconi di metadone. Gli umbri sono: un imprenditore di Assisi e una coppia di giovani disoccupati.

Il primo arresto Le indagini sono partite a seguito dell’arresto da parte dei militari della stazione carabinieri di Assisi di un 29enne italiano trovato in possesso di oltre 30 grammi di eroina che aveva nascosto in un giardino. Il giovane aveva con sé anche un telefono cellulare intestato a un tunisino con numerosi precedenti per droga e quindi i carabinieri hanno deciso di capire che tipo di collegamento ci fosse tra i due. Gli accertamenti hanno consentito da ciò di individuare un sodalizio criminale che faceva capo ad un nordafricano che si avvaleva della collaborazione di alcuni tossicodipendenti italiani per le singole cessioni.

Il canale di rifornimento Quando terminava la sostanza, la banda inviava un corriere nell’hinterland napoletano il quale, dopo aver acquistato la droga, la preparava in ovuli, la ingeriva e la trasportava in treno nel capoluogo umbro. I viaggi, che si ripetevano con frequenza bisettimanale, consentivano il trasporto di eroina che veniva nascosta in campagna (nei terreni di complici) per evitare i controlli delle forze dell’ordine.

Le schede telefoniche Per gestire il rapporto tra i sodali dell’organizzazione e con i clienti, il gruppo aveva a disposizione un’enormità di schede telefoniche. I carabinieri ne hanno sequestrate circa tremila su seimila controllate. Le schede sono risultate intestate a ignari cittadini e sulla vicenda gli inquirenti valutando le responsabilità di due negozianti di telefonia che potrebbero essere accusati di favoreggiamento: in pratica avrebbero usato i dati dei loro clienti intestando a loro insaputa le schede da distribuire all’organizzazione.

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