di F.M.
Il gip di Terni maurizio Santoloci ha di fatto azzerato il processo per Giuliano Marchetti, l’uomo che il 23 marzo scorso uccise la sua compagna Marianna Vecchione nella loro casa a Terni. Non solo, ha anche revocato i domiciliari concessi all’uomo dal luglio scorso e lo ha rispedito in carcere, disponendo che il pubblico ministero gli contesti anche la premeditazione.
L’ordinanza Il gip Stoloci che oggi avrebbe dovuto emettere una sentenza per Marchetti, fino ad ora accusato di omicidio volontario aggravato, ha detto di non poter deliberare «su un fatto che non ritiene in sintonia con il proprio convincimento» che include la premeditazione dell’omicidio. E così facendo ha accolto le richieste dell’avvocato di parte civile che rappresenta la famiglia della vittima. L’ordinanza del gip è arrivata dopo tre ore di camera di consiglio.
Le richieste Il legale di Giuliano Marchetti, Roberto Spoldi,già riportato in carcere, ha annunciato che valuterà se presentare ricorso in cassazione per la decisione di Santoloci, a cui prima della camera di consiglio avva chiesto di derubricare il reato in omicidio colposo. Anche il pm Barbara Mazzullo aveva dato il parere negativo alla revoca dei domiciliari e aveva sotenuto l’assenza della premeditazione e aveva chiesto, vista la scelta dell’imputato del rito abbreviato, 18 anni di carcere.
I fatti Giualiano Marchetti, che il 23 marzo uccise la compagna Marianna durante una lite con un colpo di fucile, aveva detto di aver avuto intenzione di metterle paura, ma non quella di ucciderla. Invece lo aveva fatto davanti alla loro figlia di sette anni. Un colpo al cuore e altri due colpi andati a vuoto, finiti nel soffitto, forse nel tentativo disperato di Marianna di difendersi da quell’uomo con cui non voleva più stare insieme.

