di Fabio Toni
Sedici anni per omicidio volontario. Questa la pena inflitta dal gup Simona Tordelli a Giuliano Marchetti, il 44 enne ternano che il 23 marzo del 2011 uccise con un colpo di fucile l’ex compagna Marianna Vecchione, 35 anni. L’omicidio di via Brodolini, suscitò sdegno e commozione anche per la presenza in casa, durante la lite fatale, dei due figli della coppia di 8 e 3 anni.
Condanna e provvisionali La sentenza, con rito abbreviato, è scaturita dopo quasi due ore di camera di consiglio. Il pm Barbara Mazzullo aveva chiesto una condanna a 18 anni. Il giudice ha equiparato le attenuanti generiche all’unica aggravante riconosciuta, l’abuso di coabitazione. Stabiliti anche i risarcimenti provvisionali in favore della madre della vittima (150 mila come affidataria dei due figli minori), dell’ex marito (100 mila euro come affidatario della figlia maggiore) e dei fratelli (60 mila euro a testa). Il risarcimento verrà completato attraverso un apposito procedimento civile. Giuliano Marchetti si trova attualmente agli arresti domiciliari.
La parte civile: pena troppo bassa «Quanto deciso dal giudice non ci trova concordi – spiega Massimo Proietti, avvocato delle parti civili – Abbiamo sempre sostenuto la sussistenza delle aggravanti. Lo abbiamo fatto in maniera forte, decisa e corretta. Ora aspettiamo le motivazioni e poi decideremo sull’eventuale appello».
La difesa: tutto da rifare Lo stesso percorso potrebbe compierlo l’ avvocato Roberto Spoldi, difensore di Marchetti: «il reato non è doloso e forse non è neppure colposo. A nostro giudizio l’evento-morte è scaturito soltanto dalle minacce frutto di una reazione impulsiva. Non c’è stata premeditazione né volontà di uccidere. Sosteniamo tuttora la prevalenza delle attenuanti e gli stessi risarcimenti ci sembrano sproporzionati, trattandosi di provvisionali».


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