David Raggi

di Massimo Colonna

«Aziz è una macchina da guerra criminale». Queste le parole del gip del tribunale di Terni, Maurizio Santoloci, che nel pomeriggio di lunedì ha convalidato l’arresto di Aassoul Amine, il 29enne di origine marocchina con un passato pieno di scippi e rapine che giovedì notte ha ucciso barbaramente David Raggi sgozzandolo con un vetro di bottiglia in piazza dell’Olmo. Il giudice ha anche confermato la custodia cautelare in carcere. Nella sua ordinanza, il gip evidenzia anche l’ «elevato curriculum criminale» e la «totale assenza di freni inibitori», sottolineando come lo stato dell’arrestato alterato dall’alcol non possa rappresentare un’attenuante, ma casomai un’aggravante del delitto.

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Macchina da guerra Una macchina da guerra criminale. Così si legge nell’ordinanza di custodia firmata dal giudice Santoloci emessa al termine dell’interrogatorio di garanzia, effettuato  lunedì mattina nel carcere di vocabolo Sabbione. All’interrogatorio era presente, oltre al gip e ad Aziz, anche il suo legale difensore, l’avvocato Giorgio Panebianco. Il ragazzo è accusato di omicidio volontario aggravato da «futili e abietti motivi» e «crudeltà», resistenza a pubblico ufficiale e lesioni e per questi reati, l’unica misura cautelare adeguata è quella del carcere, come richiesto dal pm Raffaele Pesiri  e deciso poi dal gip, che ha rigettato la richiesta di arresti domiciliari presentata dall’avvocato di Amine.  Che il gip descrive come una «macchina da guerra criminale», cona «totale assenza di freni inibitori» ed «elevato curriculum criminale».

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Crudeltà senza limiti Il giudice Santoloci ricostruisce l’azione omicidiaria definendola un’ «azione sostanzialmente improntata a crudeltà e malvagità senza limiti», un «omicidio brutale e barbaro». Che è avvenuto si mentre l’assassino era ubriaco, ma per il giudice non rappresenterebbe «un’attenuante, ma casomai un’aggravante dell’azione criminosa». Aziz, durante l’interrogatorio, ha dichiarato di non ricordare nulla di quella sera, e questo in un certo senso potrebbe essere anche plausibile visto lo stato in cui versava. Per ora era certamente ubriaco, ma si attendono gli esiti degli esami tossicologici, perché non si esclude che potesse essere anche drogato.

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Le maglie larghe della giustizia Non sfugge al gip Santoloci che Amine non doveva essere lasciato libero di causare danni. E il giudice non le manda a dire quando scrive che Aziz  ha «sfruttato le maglie larghe dell’ordinamento amministrativo nazionale in materia di espulsione, diventando sostanzialmente regolare sul suolo italiano» per via di un ricorso in essere. Aziz infatti, rientrato in Italia nel 2014 da Lampedusa, aveva chiesto asilo politico e, una volta respinta la sua istanza, aveva presentato ricorso, come è previsto dalla legge. Anche per coloro che hanno un curriculum criminale degno di nota, come il suo, che certamente non si era fatto sfuggire nulla nella sua carriera criminale.

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One reply on “Omicidio Raggi, il gip su Aziz: «È una macchina da guerra criminale, crudeltà senza limiti»”

  1. Pena di morte è una parola grossa ,è una cosa che si dice in momenti come questi in cui i nostri animi sono particolarmente accesi anzi ,fiammanti,ma non si puo’certo continuare cosi’ a fare entrare queste bestie feroci che non hanno nulla di umano e poi dopo casi come questi condannandoli a pene di pochi anni ,qui occorre pugno di ferro che vuol dire isolamento per moltissimi anni e poi ergastolo nelle loro galere perchè a noi tali esseri non devono pesarci neanche un’euro e soprattutto basta con l’immigrazione clandestina e non solo.

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