Valerio Menenti

di Fra. Mar.

E’ stato fissato per il 30 maggio prossimo l’interrogatorio di Valerio Menenti, il 24enne arrestato insieme al padre Riccardo perché ritenuti esecutore materiale e mandante dell’omicidio del giovane perugino Alessandro Polizzi. Menenti junior, assistito dai suoi legali Massimo Krogh e Luca Patalini, siederà davanti al pubblico ministero Antinella Duchini, e non al giudice Luca Semeraro come richiesto dalla difesa. I legali Krogh e Patalini avevano infatti chiesto un interrogatorio al gip, ma è manifestamente inammissibile, spiega una nota della procura di Perugia. Valerio Menenti verosimilmente proverà a tirarsi fuori da una storiaccia brutta come questa dicendo che non ne sapeva nulla.

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La versione di Riccardo Il padre Riccardo, dopo che i risultati scientifici non gli avevano più permesso di dire che non era in via Ricci la notte dell’omicidio, si era deciso a parlare al pm Antonella Duchini. Tutti pensavano che avrebbe confessato ‘salvando’ il figlio. Invece lui ha tentato di salvare entrambi. Ha detto infatti che Valerio non era al corrente delle sue intenzioni di punire Alessandro Polizzi, che aveva picchiato il figlio mandandolo all’ospedale. E che a casa di Julia Tosti era andato d’impulso. E senza alcuna pistola. Che tradotto vuol dire nessuna premeditazione, ovvero una pena minore.

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La polizia non gli crede Ma gli inquirenti non gli credono. Ad esempio perché sulla pistola ci sono le sue cellule epiteliali. E come ci sarebbero finite se durante l’aggressione ad Alessandro avrebbe indossato sempre i guanti? La tesi della polizia è che ci siano finite perché quella pistola l’ha maneggiata prima, senza guanti. Senza contare che non poteva sapere che Alessandro sarebbe stato in quella casa quella notte visto che non viveva lì. E dunque deve aver aspettato i due giovani. quindi non ha agito d’impulso. Le sue frasi, alla luce del prosieguo delle indagini, potrebbero aver fatto più danno che beneficio al figlio Valerio. L’attesa sarà breve e finalmente il giovane Menenti parlerà dopo quasi due mesi di carcere.