di F.M.
La risposta è ancora una volta no. No alla scarcerazione o alla sostituzione del carcere con gli arresti domiciliari per Valerio Menenti. No. Il tribunale del Riesame di Perugia ha rigettato l’istanza di scarcerazione presentata dai legali di Valerio Menenti, arrestato l’undici aprile scorso insieme al padre Riccardo, con l’accusa di aver ucciso il giovane Alessandro Polizzi. Il no del collegio composto dai giudici Marco Verola, Marina de Robertis e Anna Rita Cataldo arriva dopo l’altro no espresso dal gip Luca Semeraro a cui era stata presentata la stessa istanza. Secondo al procura di Perugia, Valerio Menenti sarebbe il mandante dell’omicidio, mentre il padre sarebbe esecutore materiale.
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Entrambi si sono sempre dichiarati innocenti, ma gli inquirenti non credono ad una sola delle parole che via via nel tempo hanno proposto per spiegare i loro comportamenti. E dopo questo No anche del collegio del Riesame, sono ben quattro i giudici che rigettano la richiesta del giovane, dicendo, tra le righe che non credono a nessuno dei due. Riccardo Menenti, dopo un primo racconto in cui diceva di essere completamente estraneo all’omicidio del giovane Alessandro Polizzi e a quello tentato di Julia Tosti, dopo cioè che gli eementi scientifici lo hanno inchiodato alle sue azioni con l’isolamento del suo Dna nel sangue sul luogo del delitto, ne ha confezionato un altro surreale.
Uno in cui dice che sì, lui era presente quella notte in via Ettore Ricci: era andato a casa della ex del figlio Valerio per dare una lezione al suo nuovo fidanzato, che il figlio glielo aveva mandato all’ospedale col naso fratturato. Ma che lui non sarebbe andato lì con l’intenzione di ucciderlo e assolutamente non avrebbe avuto una pistola al seguito. La pistola infatti, secondo Riccardo Menenti, che quando ha deciso di collocarsi sul luogo del delitto ha detto di averlo fatto senza che Valerio lo sapesse, l’avrebbe estratta il povero Polizzi. Nessuno crede a questa versione: Julia racconta un’altra storia, quella dell’assassino vestito di nero che si comporta come in un’esecuzione.
