Riccardo e Valerio Menenti

di Francesca Marruco

«Finalmente il 15maggio inizia il processo!!!!E la verità,quella fatta di prove e non di chiacchiere, comincerà ad essere saputa da tutti!!!!!!!!». E’ questo l’ultimo post scritto sulla bacheca del profio Facebook di Valerio Menenti, in carcere dall’aprile dello scorso anno insieme al padre Riccardo, con l’accusa di aver ucciso il giovane Alesandro Polizzi. Giovedì per oro due inizierà il processo davanti alla Corte d’Assise di Perugia, presieduta dal giudice Gaetano Mautone. Salvo ripensamenti dell’ultimo momento i due Menenti dovrebbero essere presenti in aula.

Tensione Aula in cui si preannuncia una comprensibile alta tensione: sarà la prima volta Julia Tosti, scampata alla mattanza, incrocerà lo sguardo del suo ex fidanzato Valerio Menenti e del padre di lui, accusati dal procuratore Antonella Duchini di essere rispettivamente mandante ed esecutore dell’omicidio di Alessandro Polizzi. Sarà anche la prima volta che i genitori del giovane ammazzato da un colpo di pistola vedranno i due arrestati.

Aula piccola In più, anche la scelta dell’aula non aiuterà di certo a distendere gli animi: la prima udienza si svolgerà infatti nell’aula A della sede del tribunale in via XIV Settembre, un’aula piccola che non permette un’adeguata distanza tra le parti processuali. Basti pensare che il posto riservato alla parte civile ( quindi i genitori di Polizzi e Julia Tosti) è situata proprio a fianco della ‘gabbia’ in cui si accomodano i detenuti imputati. Secondo quanto è stato possibile apprendere, le successive udienze verranno celebrate nell’aula degli Affresci in piazza Matteotti.

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Riprese? Intanto giovedì mattina, ancora prima delle eccezioni preliminari che la difesa Menenti ha intenzione di sollevare, i giudici dovranno pronunciarsi sulla richiesta fatta dai media di riprendere il processo e fare fotografie. Sul punto verrà chiesto il parere alle parti. L’avvocato Mattiangeli che difende i Menenti anticipa di essere«assoltamente favorevole alle riprese» perché «è bene che tutto venga reso pubblico il più possibile, noi non abbiamo nulla da nascodere».

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Difesa La difesa dei due imputati ha depositato una lista di 80 testimoni. I due Menenti non hanno mai ammesso quanto la procura gli imputa: Riccardo – dopo che il suo sangue venne isolato sul luogo del delitto – disse di essere andato a dare una lezione a Polizzi perchè aveva picchiato il figlio Valerio tanto da spedirlo in ospedale. Ha sempre negato di essersi portato la pistola da casa dicendo al contrario che l’arma l’aveva Polizzi. Valerio ha sempre sostenuto di non essere stato a conoscenza degli intenti del padre. In questo senso sarano centrali nel processo le perizie balistiche e la testimonianza di quella commessa di un Compro Oro che disse di aver sentito Valerio dire al telefono «la pagheranno, ma stai tranquilla, io starò in ospedale».

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