di Fra. Mar.
«Chi ha commesso questi terribili fatti è ancora in libertà, e ad oggi purtroppo la verità non è stata ancora raggiunta. Mi sono sempre sforzato di dire quello che in quella tragica sera ho visto e sentito senza calunniare nessuno e senza accusare innocenti». A scriverlo, in una lettera pubblicata dalla pagina Facebook «Processo e dintorni, storie di vita vera e giustizia», è Rudy Hermann Guede, il giovane ivoriano condannato a 16 anni per l’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher.
Nessuna violenza «Gli stessi giudici che non mi hanno voluto credere – scrive ancora – dicono che io non ho ucciso Meredith, non ho rubato e non ho fatto nessuna simulazione. La verità la deve cercare la giustizia e non io, non ci sarà verità per Meredith finché si parlerà di violenza sessuale, reato che non ho mai commesso e che i medici legali escludono». «Contro di me vengono fatte di continuo false ricostruzioni fantasiose, al solo scopo di voler denigrare la mia persona, sistematicamente e in maniera negativa agli occhi dell’opinione pubblica italiana e non solo».
Amore per la verità «A mio malincuore – scrive Rudy a penna su un foglio a righe datato 4 febbraio – sono costretto a prendere carta e penna e a scrivere solo per amore della verità e di tutte quelle migliaia di persone che ancora credono nella giustizia ma che non possono accedere a tutti gli atti processuali componenti questa triste vicenda giudiziaria estremamente complessa e drammaticamente dolorosa per chi l’ha vissuta».
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Manipolazione atti «Fermo restando che la mia condanna è passata in giudicato, da troppo tempo assisto ad una continua e pervicace manipolazione ed alterazione dei dati processuali. La sentenza definitiva che mi riguarda – scrive ancora Guede -, (a proposito di alcune ricostruzioni false e fantasiose) mi ha assolto dall’accusa di furto e di simulazione di reato, fatto questo che non sento mai citare nelle varie ricostruzioni giornalistiche».
Non sono uno sbandato «Voglio anche precisare – si legge ancora nella missiva – che non accetto minimamente di essere additato continuamente come uno sbandato, un ladro, un senza fissa dimora vedendo la mia dignità e la mia persona continuamente offesa, denigrata e stereotipata da fatti e cose che non mi appartengono tramite gravi pregiudizi diffamatori d’altri tempi, ahimè ancora presenti, quando invece avevo ed ho (al di là dei miei vissuti personali) una splendida famiglia e preziosi e pulitissimi rapporti di amicizia a Perugia».
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Nessuna semilibertà Sono invece i suoi avvocati a smentire un articolo apparso sul Daily Mirror in cui si diceva che Rudy sarebbe stato in regime di semilibertà. «Rudy non è in regime di semilibertà, Rudy, in virtù del comportamento che ha tenuto negli anni di carcere, e in virtù dello svuotacarceri, da marzo prossimo avrà i presupposti per chiedere dei permessi premio, che sono cosa totalmente diversa dalla semilibertà». A smentire un articolo apparso su un quotidiano inglese, è l’avvocato di Rudy Guede, Nicodemo Gentile, che insieme al collega Walter Biscotti difende il giovane ivoriano condannato con sentenza definitiva a sedici anni di reclusione per l’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher.«Ovviamente – precisa il legale – le richieste di permesso premio di Rudy dovranno essere vagliate da un giudice, e dunque non è automatico che gli vengano accordati e comunque ancora non ha fatto alcuna richiesta».
