«Chi risarcirà la città di Perugia sfregiata, insultata, colpita al cuore della sua immagine da milioni di ore di trasmissioni televisive, articoli, opinionisti pronti a distruggere il profilo di una città bella, colta, aperta al mondo? Anche noi abbiamo diritto ora ad un profumato risarcimento… Questo danno di immagine ha colpito interessi economici, sociali e culturali di una città millenaria e bellissima. Noi umbri siamo indignati per lo sfregio fatto a Perugia». A scriverlo sul suo profilo Facebook, all’indomani della sentenza con cui la Corte di Cassazione ha spazzato via otto anni di processi dichiarando per sempre innocenti Amanda e Raffaele, è la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini.
Marini: io garantista Marini, contestualmente scrive anche: «Io sono sempre stata una super garantista. Ho un’attenzione particolare per le condizioni di vita e di salute delle persone detenute, private di libertà in conseguenza di reati ma anche a rischio di abusi a causa della loro condizione. Quindi chiariamo subito: Amanda e Raffaele sono estranei all’omicidio. Assolti …ne consegue che lo Stato italiano li dovrà risarcire per ingiusta detenzione, durata 4 anni».
LA NOTIZIA SUI MEDIA AMERICANI E INGLESI
TIMELINE: TUTTO IL CASO MEREDITH IN UN MINUTO
Boccali Che Perugia sia stata pubblicizzata negativamente dopo l’omicidio di Meredith ormai è un dato pacifico, e quella questione, si sono espressi anche l’attuale e il precedente sindaco. «Forse se le indagini della squadra mobile e delle procura fossero state condotte in altro modo non avremmo avuto sette anni di violenza – ha detto Wladimiro Boccali– Il mio primo pensiero va alla ragazza che non c’è più e alla sua famiglia. La mia pena va a Meredith che è quasi scomparsa, mi sembra di aver assistito a un processo in cui il ricordo della vittima è scomparso. Perugia è stata violentata – dice Boccali – per questa vicenda e soprattutto perché c’è stato questo processo infinito, l’avvocato Bongiorno ha addirittura rappresentato Perugia come una ‘casba’ in alcuni passaggi della sua difesa. Ci sono state anche tante rappresentazioni forzate e lontane dalla realtà anche da parte della stampa e ci sono passaggi in alcuni libri in cui si parla di una Perugia dai vicoli stretti e bui in senso negativo, caratteristica del suo essere città medievale che invece ne costituisce la bellezza. Perugia ha perso la sua tranquillità, la tranquillità di lavorare in un periodo di crisi, ci sono stati effetti negativi anche sul flusso degli studenti che venivano a studiare qui, per non parlare delle strumentalizzazioni politiche che si sono fatte in tema di sicurezza. Quello che sì posso rimproverare alla politica è che non abbiamo capito che quell’omicidio, un fatto che poteva accadere in tante altre città italiane, poteva portare un cambio di immaginario collettivo della città così forte. Non posso nascondere la mia amarezza per tutta questa sofferenza – ha sottolineato – Se in quei giorni successivi all’omicidio, non si fossero fatti così tanti errori nelle indagini, errori che sono stati pregiudizievoli per l’impianto accusatorio, adesso avremmo un altro film. Non avremmo avuto questa attenzione, nella mia città in certi momenti c’erano 400 testate giornalistiche, con giornalisti che giravano nei vicoli dando la caccia allo spacciatore».
Romizi E anche il sindaco Andrea Romizi, con una nota vuole allontanare da Perugia quelle ombre che i media di mezzo mondo gli buttarono addosso: «Si chiude, a livello giudiziario, una pagina dolorosa non solo per le famiglie coinvolte, ma per l’intera comunità. Non entro, perché non è mio compito, nel merito della sentenza della Cassazione, dove comunque dei giudici hanno preso una decisione basandosi sugli atti processuali. Un pensiero va soprattutto ai familiari di Meredith nella speranza che lontano dai riflettori possano trovare un po’ di serenità. Quanto a Perugia, respinge fermamente le esagerazioni mediatiche con le quali si sono provati a tratteggiare in maniera errata città e mondo universitario. Ciò detto, quella vicenda ha comunque messo in evidenza delle difficoltà che la comunità si è determinata a superare, e ci sta riuscendo anche grazie al rinnovato protagonismo cittadino».
Università stranieri: calo iscritti E anche il rettore dell’università per stranieri Giovanni Paciullo, è intervenuto sulla questione ammettendo che «purtroppo in questi anni c’è stata una riduzione importante di studenti iscritti all’Università per Stranieri di Perugia. Ed è indubbio che tutto questo sia legato all’omicidio di Meredith Kercher, o meglio alla rappresentazione che i tantissimi media fecero della città di Perugia dopo quel tragico fatto». «Noi – aggiunge il rettore – siamo stati sotto l’attenzione a ridosso del fatto, durante il processo, e sono emerse molte cose negative. Poi ci sono stati anche altri fatti di minore spessore criminale, che però hanno contribuito a rappresentare una città non tranquilla. Adesso – conclude – c’è un progressivo recupero quindi speriamo che gli studenti stranieri tornino a frequentare la nostra università».
