di Massimo Colonna
Fissato l’appello per l’omicidio Iordache: dopo la condanna a 16 anni dunque Andrea Arcangeli il prossimo 25 maggio tornerà davanti alla corte di Perugia. Così ha deciso il tribunale dopo la richiesta formalizzata dalla difesa dell’uomo condannato per l’omicidio volontario di Victor Marian Iordache.
La decisione Dunque ci sarà anche un giudizio di appello dopo la sentenza emessa il 7 ottobre scorso nelle aule del tribunale di Terni. Il prossimo 25 maggio si riunirà a Perugia la corte d’Appello come richiesto dalla difesa del 45enne condannato, rappresentata dai legali Francesco Mattiangeli e Vittorina Sbaraglini.
La vicenda Ad emettere la sentenza è stato il gup Massimo Zanetti che ha celebrato il procedimento con la formula del rito abbreviato. Iordache venne ucciso nell’aprile 2014 e poi sepolto da Arcangeli nei boschi tra Molenano e Miranda, dove è stata ritrovata la salma nel luglio dello stesso anno.
Le attenuanti Nella requisitoria prima della camera di consiglio, proprio in occasione della sentenza, il piemme Elisabetta Massini aveva chiesto una condanna a 16 anni per omicidio volontario inserendo le attenuanti generiche, in particolare quella della collaborazione, dovuta al fatto che è stato lo stesso omicida a portare gli inquirenti sul luogo in cui aveva nascosto il cadavere. Proprio sulle attenuanti invece la famiglia della vittima, costituitasi parte civile tramite il legale Massimo Proietti, contesta la valenza assegnata proprio dalle attenuanti nel computo della sentenza. Potrebbe essere questo uno degli argomenti chiave in fase di appello.
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