di Francesca Marruco e Maurizio Troccoli
La bara di Daniela Crispolti è stata accolta da un lungo applauso nella chiesa di Pian di Porto, quella amata dalla giovane impiegata, e da tantissimi presenti tra cittadini, autorità, rappresentanti delle forze dell’ordine e giornalisti. C’è il sindaco di Perugia Boccali e quello di Todi Rossi, c’è la presidente della Regione Marini, rappresentanze della guardia di finanza, dei carabinieri, della polizia e la comunità tuderte che si è stretta attorno ai familiari. Agli operatori video e ai fotografi dei giornali è stato chiesto di rimanere all’esterno della chiesetta. C’è commozione e stordimento, dolore e partecipazione in questo pomeriggio grigio per dare l’ultimo saluto alla dipendente precaria della regione, bersaglio della furia omicida di Andrea Zampi, nel palazzo della Regione a Perugia.
Nessun funerale di stato Nessun funerale pubblico o ‘di Stato’ per le due impiegate Daniea Crispolti e Margherita Peccati. Le autopsie ai tre corpi si sono concluse e anche le procedure burocratiche. Sono quindi praticamente affidate ai famliari le salme che intorno alle 14.30 di sabato hanno lasciato l’obitorio dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia. I familiari delle due donne hanno scelto per la commemorazione in forma privata nei rispettivi paesi di appartenenza a Città di Castello e a Todi. Anche in giornata è stata manifestata da parte del sindaco di Perugia e della presidente della Regione la disponibilità a una commemorazione pubblica in qualcuna delle sale istituzionali della città, ma la volontà delle famiglie è quella di risrervare a Margherita e Daniela, l’ultimo saluto in forma privata. Oggi, sabato, alle 15.30, quello di Daniela a Todi e domani, domenica, quello di Margherita a Città di Castello alle 14.30, al santuario di Canoscio.
Gli indagati Intanto risultano essere tre le persone iscritte nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta scaturita dalla strage del Broletto a Perugia. Ad essere indagati dalla procura di Perugia sono il medico di base che ha rilasciato il certificato con cui Andrea Zampi, l’imprenditore perugino che mercoledì mattina ha ucciso a colpi di pistola due impiegate della Regione Umbria, sei mesi fa ha fatto richiesta di porto d’armi per uso sportivo alla questura, e i due funzionari della questura che si sono occupati di quella pratica: quello che l’ha istruita e quello che l’ha firmata.
Iscrizione tecnica Immediatamento dopo il massacro gli uffici della questura di Perugia hanno depositato tutta la documentazione relativa alla licenza di porto d’armi per uso sportivo che sei mesi fa era stata concessa a Zampi alla procura della Repubblica di Perugia. Il magistrato titolare dell’indagine Massimo Casucci aveva sentito il medico di base già la sera del delitto. L’uomo che aveva detto di non aver riscontrato «alcun disturbo in Zampi» è finito iscritto nel registro degli indagati. Un passaggio, in questa fase, più che altro tecnico, anche per permettere anche agli indagati una piena difesa. Saranno gli accertamenti della magistratura a questo punto ad indirizzare l’indagine e a stabilire quali responsabilità e a carico di chi sussistono.
VIDEO I TESTIMONI OCULARI E LE STANZE DELL’OMICIDIO
Le autopsie Intanto la dottoressa Laura Paglicci Reattelli venerdì sera intorno alle 22.30 ha terminato l’autopsia sui corpi delle due vittime. Mentre a mezzogiorno di venerdì è terminata anche l’autopsia sul corpo del folle carnefice. Avranno ora 60 giorni di tempo i medici legali per depositare la relazione delle autopsie al magistrato. Da una prima analisi è risultato che le due donne sono state colpite entrambe al volto con un colpo di pistola e al torace e alla gola. Margherita, colpita al volto e al torace è morta quasi istantaneamente. Daniela invece, centrata alla testa e al collo, è spirata dopo lunghissimi minuti di agonia.
I funerali e l’invito a Napolitano I funerali di Daniela Crispolti si celebrano a Todi, nella chiesa di Pian di Porto alle 15.30 di oggi sabato, mentere quelli di Margherita Peccati saranno celebrati domenica alle 14.30 a Canoscio. Il vescovo di Perugia monsignor Gualtiero Bassetti si è reso comunque disponibile per un momento di preghiera aperto a tutti in commemorazione delle due vittime. La presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini parteciperà a entrambi le cerimonie funebri. Il sindaco di Perugia Wladimiro Boccali quando era ancora possibile l’opzione dei funerali in forma pubblica ha scritto al presidente della Repubblica Giorgio Napolitiano per chiedergli di essere presente ai funerali.
Lutto cittadino Domani, domenica 10 marzo, in concomitanza con le esequie funebri di Margherita Peccati, l’Amministrazione comunale ha indetto il lutto cittadino per ricordare «la nostra concittadina e esprimere vicinanza alla sua famiglia e a quella di Daniela Crispoldi, uccise da un gesto folle e inspiegabile» lo comunica il il sindaco Luciano Bacchetta, invitando la cittadinanza ad aderire. I funerali sono previsti domani alle 14.30 nel santuario di Canoscio. Ha proclamato, in accordo con la Prefettura, per lunedì prossimo il lutto cittadino, il sindaco di Perugia Wladimiro Boccali. Per lunedì, si invitano i commercianti ad abbassare le saracinesche dei negozi e i dipendenti degli uffici pubblici a osservare un minuto di raccoglimento
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Suicida con un colpo alla testa Andrea Zampi si è sparato due volte, una al corpo e l’altra, letale, alla testa. Si è ucciso nello stanzino dei fumatori del quarto piano del Broletto dopo aver spezzato le vite di Margherita e Daniela. Un testimone oculare, uno dei primi ad arrivare in quello stanzino, ha raccontato che l’assassino era «riverso a terra in un lago di sangue. Col corpo copriva la pistola, non riuscivamo a vederla». Finché non c’è stata la certezza che era morto, la paura è stata tanta.
VIDEO: I PRIMI MINUTI DOPO LA SPARATORIA
I problemi psichici Quell’uomo al quarto piano degli uffici del Broletto lo conoscevano in parecchi. E tutti sapevano che aveva dei problemi psichici. Come abbia fatto a beffare medici e polizia per farsi rilasciare il porto d’armi, anche se per uso sportivo, verrà chiarito nelle prossime ore. Intanto dal suo passato è arrivata la testimonianza della psichiatra che lo ebbe in cura nel 2009 e ordinò il suo secondo trattamento sanitario obbligatorio. «Quello di Zampi – ha detto la psichiatra Barbara Caporali – è un quadro psichiatrico lampante, caratterizzato da una patologia molto seria.Per noi era un individuo aggressivo e ci sono cartelle sanitarie e ricoveri che lo dimostrano. Poi nel 2010 dopo un anno di lavoro sono stata trasferita e non me ne sono più occupata».
