Raffaele Arzu

di Francesca Marruco

Adesso è definitivo. Nessun appello sarà più possibile dopo che mercoledì notte la prima sezione penale della  Corte di Cassazione ha confermato gli ergastoli emessi in secondo grado per Pietro Pala e Raffaele Arzu colpevoli di aver ammazzato il carabiniere Donato fezzuoglio a colpi di kalashnikov durante una rapina in banca a Umbertide avvenuta nel gennaio del 2006. I due si sono sempre detti innocenti.

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Udienza Martedì pomeriggio i loro legali avevano chiesto l’annullamento della condanna emessa dalla Corte d’assise d’Appello di Perugia. Lunghe ed articolate le richieste di nullità sollevate dal difensore di Pietro Pala, Francesco Falcinelli, rigettate ore dopo quando, a notte fonda, gli ermellini hanno emesso la loro sentenza.

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Legali famiglia Fezzuoglio «Soddisfazione» per «l’esito del giudizio definitosi avanti la Corte Suprema che ha confermato le statuizioni di condanna a carico degli imputati», è stata invece espressa dai legali della famiglia Fezzuoglio Nicola Di Mario e Giancarlo Viti.  «Un doveroso ringraziamento – scrivono ancora i legali in una nota – intendiamo indirizzarlo ai pubblici ministeri, Antonella Duchini e Paolo Abbritti, che hanno saputo coordinare una efficace attività investigativa svolta, con elevata professionalità, dal R.O.S. Carabinieri e dal Reparto Operativo di Perugia. Eravamo fiduciosi che venisse confermata la sentenza emessa dalla Corte d’Assise d’appello di Perugia che, integrandosi con altra pronuncia assunta dal Collegio di primo grado, offriva un prodotto decisorio analitico, completo e puntualmente informato ai paradigmi della logica e del diritto».

Difesa: aspettiamo le motivazioni  Nessun commento nel merito da parte dell’avvocato di Pietro Pala, Francesco Falcinelli, che ha detto: «Accettiamo la sentenza. Non possiamo commentarla ovviamente fino al deposito delle motivazioni per cui la Corte si è presa 30 giorni».

Moglie Pala: «Giustizia ingiusta» Di altro tenore invece le parole che la moglie di Pietro Pala ha voluto rendere telefonando in redazione a Umbria24 :«Questa – ha detto – è una giustizia ingiusta. La sentenza di ieri non ha reso giustizia alla moglie del povero carabiniere Donato Fezzuoglio perché non è questa la verità. Né uno né dieci ergastoli colpirebbero la coscienza pulita di mio marito. Mi rammarica tanto che la famiglia di Fezzuoglio sia convinta che sia stato mio marito, se lo credono davvero. Ho anche mandato un messaggio alla moglie di Fezzuoglio, perchè capisco il suo immenso dolore, ma questo non le ha reso giustizia. Spero che prima o poi la verità verrà a galla e certamente non ci fermeremo qui».