di Francesca Marruco

Le ha letteralmente spaccato la testa. Il medico legale Sergio Scalise, che mercoledì mattina ha eseguito l’autopsia sul corpo di Olga Dunina, ha potuto far altro che constatare quanto era già apparso evidente dall’esame esterno del corpo: Olga è stata uccisa dai colpi che le sono stati inferti con estrema violenza alla testa.

Spranga o mattarello Lesioni «importanti ed estese», quelle che il consulente del pubblico ministero Mario Formisano ha riscontrato sulla donna. Lesioni che potrebbero verosimilmente essere state provocate da un oggetto grande, come una spranga o un mattarello. Da escludere invece un oggetto appuntito come potrebbe essere un martello.

FOTOGALLERY – IL RITROVAMENTO

Ora morte Secondo le risultanze medico legali, la donna potrebbe essere stata uccisa nelle 24-36 ore precedenti al ritrovamento del cadavere. Il dato sarebbe anche confortato dal fatto che Miceli ha preso gli scatoloni il pomeriggio prima del rinvenimento. Difficilmente potrebbe averli portati nella stanza in cui viveva con Olga ancora viva. Aveva pensato a tutto: ha anche pagato un tunisino per aiutarlo a disfarsi dello scatolone. E lo hanno fatto martedì mattina, alle prime luci dell’alba. Quando il furgone poteva entrare senza problemi in quella via tanto centrale di Foligno.

FOTOGALLERY – LE INDAGINI DEL RIS

VIDEO: LUOGO DEL RITROVAMENTO – SALMA PORTATA VIA

Sparito nel nulla  Intanto Giovanni Miceli, il marito di Olga  ricercato per l’omicidio volontario della moglie, sembra essere scomparso dalla circolazione. I militari del reparto operativo dell’Arma di Perugia, insieme a quelli della compagnia di Foligno, continuano a lavorare nell’ombra, senza clamori, per essere pronti a catturarlo al momento giusto. La sua fuga non durerà ancora molto.

A Foligno fino a martedì  Miceli, secondo quanto hanno ricostruito gli inquirenti, è scappato da Foligno dopo essersi disfatto del corpo della moglie aiutato da quel tunisino finito denunciato per concorso in occultamento di cadavere.  Probabilmente, mentre il cadavere della moglie veniva portato in ospedale a Perugia e iniziava a spargersi la voce del macabro ritrovamento nello scatolone lungo via La Pasciana, Miceli era ancora a Foligno. Perché verosimilmente le sue intenzioni erano quelle di disfarsi anche del materasso su cui è stata rinvenuta una vistosa macchia di sangue, prima di partire.

Il materasso e il luminol Ma il ritrovamento dello scatolone ha fatto precipitare le cose. Il materasso lo ha girato in modo che il sangue fosse sotto. Ci ha messo una coperta sopra e ha sperato che nessuno lo girasse. Ha invece fatto in tempo a pulire a terra nella camera da letto in cui si è consumato l’omicidio. Lo ha rivelato il luminol che ha esaltato delle tracce latenti. Adesso il corpo della povera Olga potrà avere una sepoltura. Olga aveva dei figli, che forse ora reclameranno la salma.

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