di Francesca Marruco
Ha aiutato Giovanni Miceli a disfarsi del cadavere della moglie Olga Dunina per 50 euro. Ai carabinieri, il tunisino indagato per concorso in occultamento di cadavere, ha detto che non sapeva cosa ci fosse in quello scatolone e che meno che mai poteva sospettare ci fosse un cadavere. Miceli avrebbe spiegato il cattivo odore, dicendo che nello scatolone c’erano anche urine di persone anziane. E’ questa la versione che ha dato mercoledì sera quando ha deciso di confessare il suo ruolo, seppur inconsapevole, nell’omicidio di Olga Dunina, ritrovata morta in uno scatolone lungo via La Pasciana a Spello. L’uomo ha chiamato il 113 dicendo di essere stato lui ad aver aiutato Miceli a spostare quello scatolone. Poi è stato sentito dai carabinieri e dal magistrato Mario Formisano.
La sua versione Il tunisino, residente da oltre vent’anni a Foligno, ha raccontato che Miceli gli avrebbe chiesto un aiuto a portare via dall’appartamento dei rifiuti ingombranti. Per il quale, gli sarebbe stata corrisposto un piccolo compenso. E lui, che dispone di un furgone, ha accettato. E’ andato dunque in via Petrucci e, di fatto, ha aiutato Miceli, che adesso più che mai acquista le vesti di assassino, a spostare il cadavere della moglie fino al luogo dove è stato trovato, nei pressi della stazione ferroviaria di Spello. Il perché lo scatolone è stato buttato lì e non in una regolare discarica per conferire rifiuti ingombranti, il tunisino l’ha spiegato dicendo che Miceli non voleva pagare per lo smaltimento dei rifiuti.
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Trovarlo Adesso che ci sono sempre meno dubbi reali sulla responsabilità di Miceli, non resta che localizzarlo. Perché il punto è che il 67enne sembra sparito nel nulla. I suoi familiari che vivono a Roma dicono di non averlo né visto né sentito. E lui non ha né un’automobile né disponibilità economica tale da potersi mantenere a lungo senza un appoggio. Gli inquirenti, coordinati dal pubblico ministero Mario Formisano, hanno le idee chiare su quanto accaduto e ritengono che Miceli, un rapporto molto burrascoso con la moglie Olga, non sia troppo lontano dall’essere trovato.
Autopsia rinviata Intanto, l’esame autoptico sul cadavere di Olga Dunina è stato rimandato a data da destinarsi per dare la possibilità all’indagato di nominare un suo consulente di fiducia. Se ciò non dovesse verificarsi entro pochi giorni, il magistrato conferirà comunque l’incarico al medico legale Sergio Scalise Pantuso, che procederà con l’esame.
