di Fra. Mar.

Sotto le unghie di Sergio Scoscia, ucciso nell’aprile dello scorso anno durante una rapina nel casolare che condivideva con l’anziana madre Maria Raffaelli, morta anche lei, c’è il dna di uno solo dei tre albanesi arrestati per il duplice omicidio di Cenerente. Il profilo genetico  è quello di Ndrek Laska.

Risultati discussi in aula I risultati delle indagini genetiche disposte dal gip con la formula dell’incidente probatorio su richiesta del pm Claudio Cicchella, sono state discusse venerdì in aula davanti ai legali dei tre arrestati e della prostituta albanese indagata per favoreggiamento. Dall’udienza è emersa la richiesta di un supplemento di perizia per analizzare il profilo genetico femminile ‘misterioso’ isolato dal perito del giudice sul martello usato per torturare e uccidere l’orafo Sergio Scoscia. Nessuna richiesta invece in merito al profilo genetico maschile, sconosciuto isolato su un mozzicone di sigaretta repertato nell’abitazione della mattanza.

Due tracce misteriose Al momento infatti il dottor Alessio Conti non è stato in grado di attribuire a nessuna delle persone di cui aveva il codice genetico- i tre arrestati e i familiari delle vittime- quelle tracce. In particolare, sul martello rubato nel cantiere di fronte al casolare dell’omicidio sono state isolate tre tracce in tre diversi punti. C’è un profilo genetico di sesso femminile commisto a quello della vittima in una traccia che non sembra appartenere a nessuno dei familiari. Le ulteriori analisi forse potranno stabilire a chi appartiene quel profilo genetico e se può essere in qualche modo collegato al delitto.

Il racconto sconfessato di Laska Intanto l’isolamento del Dna di Ndrek Laska sotto le unghie della vittima sconfessa la versione dei fatti che aveva dato l’albanese agli inquirenti.  Il tre dicembre scorso, dopo essere stato estradato dall’Albania Laska aveva detto al pm: «Quando siamo entrati in casa le persone stavano dormendo. Anton è rimasto fuori perché c’era la possibilità che il padrone di casa lo riconoscesse. Il martello lo aveva Alfons. Una volta entrati ci siamo messi a cercare in tutte le camere la scatola di cui ci aveva detto Anton. Stavo cercando la cassaforte e si è alzato l’uomo. Nel momento in cui si è alzato si è aggrappato a me e ha cercato di immobilizzarmi, io stavo cercando di andare via e in quel momento Alfons lo ha colpito col martello. L’uomo ha urlato ed è arrivata la signora. Alfons l’ha legata. Il nostro obiettivo non era quello di fare del male, nel laboratorio siamo entrati dopo l’omicidio. Alfons dopo la signora ha legato anche l’uomo, poi io sono andato nelle altre stanze e lui è rimasto con loro. Quando sono tornato ho slegato la signora perché mi ero accorto che non stava bene, però da quel momento non si è mossa più e ho capito che è morta. Ricordo che Alfons ha colpito l’uomo ai piedi, anche sulla schiena. Il primo colpo glielo ha dato quando mi ha afferrato, poi una volta uscito  dalla camera non so se lo ha colpito altre volte. Quando sono rientrato nella stanza, i corpi erano vicini al letto, l’uomo era rivolto a pancia sotto, io l’ho girato al contrario. Quando siamo usciti ho raccontato ad Anton che Alfons aveva fatto un disastro».

Le tre versioni I tre uomini arrestati fino ad ora hanno dato versioni che non coincidono: Artan Gioka, il fidanzato della Perdoda, la prostituta che disse loro che in quel casolare c’era un orafo e dell’oro,  sostiene di aver solo accompagnato Laska Ndrec e Alfons Gjergji al casolare degli Scoscia e di averli aspettati fuori. La sua versione è in parte confermata da Laska. Ha detto infatti che Artan rimase fuori mentre lui e Gjergji entrarono in casa. Ma una volta dentro, fu Gjergji a uccidere Scoscia e l’anziana madre perché ubriaco. Gjergji, che secondo gli altri era venuto da Roma appositamente per la rapina, dice invece che lui rimase a dormire in macchina quella notte e che venne a Perugia a prendere Laska per accompagnarlo in aeroporto a Fiumicino perché doveva rientrare in Albania per Pasqua. Ma adesso    questi primi risultati sconfessano almeno lui. Si torna in qual in 9 maggio per le altre analisi.

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