di Francesca Marruco
Un nuovo sopralluogo. A caccia di tracce. Nel laboratorio segreto in cui Sergio Scoscia continuava a lavorare l’oro. A Cenerente, a quasi due settimane dall’omicidio dell’orafo e della madre Maria Raffaelli sono tornati gli esperti della polizia scientifica di Roma. Un sopralluogo accurato, mirato a non tralasciare nulla, perché qualche traccia potrebbe portare all’identificazione degli assassini.
Il laboratorio segreto Assassini che potrebbero aver in qualche modo saputo di quel laboratorio clandestino, chiuso da una porta di ferro e con le grate alle finestre in cui nella notte del duplice omicidio nessuno dovrebbe essere entrato. Dovrebbe. In realtà non si sa se qualcuno magari c’è stato, ha preso qualcosa che poteva essere facilmente individuato e per qualche motivo ha lasciato il resto. Forse Scoscia, che aveva chiuso il negozio e il laboratorio ufficiale più di dieci anni fa e continuava a fare dei lavoretti per due oreficerie, ha fatto entrare qualcuno lì dentro. Qualcuno che potrebbe aver guardato troppo bene e potrebbe aver riferito ad altri. Qualcuno che potrebbe aver toccato qualche oggetto.
L’oro Si perché il laboratorio segreto non era tanto dismesso come l’altro. In questo c’erano due tavoli con sopra gli attrezzi per lavorare l’oro. E nascosti in una sorta di caveau artigianale c’erano gioielli e pietre. Che potrebbero aver fatto gola a qualcuno. Qualcuno che magari ha pensato di entrare in casa di Sergio e la madre e di farsi aprire quella porta. Ma Sergio e la madre Maria sono morti. Lei forse per la pena di vedere il figlio torturato a martellate e lui asfissiato.
Ancora nessun esito per gli esami istologici Ancora non sono arrivati i risultati degli esami istologici che i medici legali Laura Paglicci Reattelli e Anna Maria Verdelli hanno effettuato sui cadaveri. Il pubblico ministero titolare del caso Claudio Cicchella intanto non ha ancora dato il nulla osta per la restituzione dei cadaveri e quindi per la celebrazione dei funerali.
Indagini La squadra mobile della questura di Perugia continua a lavorare senza sosta per assicurare alla giustizia gli assassini di Maria e Sergio. Continua a sentire persone e fare riscontri. Un lavoro certosino ed estenuante che impegna senza sosta gli uomini della mobile diretti da Marco Chiacchiera che stanno vagliando molte piste per dare un nome e un volto ai feroci assassini di Cenerente. Al sopralluogo svolto dalla polizia scientifica di Roma ha partecipato anche l’avvocato Alessandro Vesi, nominato legale della parte offesa Valerio Mion, in quanto accertamento irripetibile. E dalla scientifica potrebbero arrivare risposte fondamentali per risolvere il mistero di due morti tanto tragiche.

