Alcuni degli scomparsi umbri

di Ivano Porfiri

C’è il giovane che fa perdere le proprie tracce tra i boschi di Assisi e l’anziano che si allontana da casa, per sempre. C’è la mamma che se ne sarebbe andata e invece potrebbe avere fatto una brutta fine e la badante che viene fatta sparire. Nomi e storie senza più corpo. Poi ci sono i corpi senza nome: quello del ragazzone grande e grosso e quello dell’uomo col bypass impiantato da poco, quello dello spavaldo col tatuaggio che insulta i musulmani e quello del 60enne con camicia a quadri e sandali neri. Due rette che a volte si incrociano, altre procedono parallele all’infinito, quella degli scomparsi e quella dei cadaveri non identificati, macchie nere nella società iper tecnologica dei dispositivi col Gps che sanno sempre dove siamo e dei social network che schedano le nostre vite, rendendo pubblico il nostro privato.

Numeri e persone In Umbria, secondo l’ultima relazione semestrale (giugno 2016) del commissario straordinario del Governo per le persone scomparse Vittorio Piscitelli, sono 140 gli scomparsi sui 36.902 totali in Italia. Persone di cui si cercano tracce da pochi mesi o da decenni, con la speranza di trovarli spesso rimasta solo nell’affetto irrazionale di genitori o di figli disperati. Sono, invece, sei i cadaveri non identificati, quasi sempre casi di probabile suicidio, scoperti per lo più vicino a fiumi o laghi. Le loro descrizioni sono nel Registro dei cadaveri non identificati, istituito nel 2007 presso il ministero dell’Interno e aggiornato al 30 giugno 2014. Le Prefetture, tuttavia, effettuano censimenti con cadenza semestrale e, a giugno 2016, riportavano 1.868 corpi non ancora identificati, considerando anche quelli appartenenti ai migranti deceduti in occasione dei naufragi nel mare Mediterraneo.

Scomparsi in Umbria: le schede (clicca sulla foto per leggere le storie)

Sei corpi senza nome È il 2010 in Umbria l’anno nero dei cadaveri senza nome: ben quattro corpi attendono ancora di essere identificati. Sono tutti uomini. C’è quello di un ragazzo tra i 30 e i 40 anni trovato il 6 gennaio nell’alveo del torrente Tessino, a Spoleto. Di razza bianca, alto circa 1,80, robusto con diversi tatuaggi: sul deltoide destro una scritta in cinese che significa “potere-determinazione-punti di vista-amore”, sul deltoide sinistro dei segni orizzontali sormontati da due punti, sulla gamba destra la scritta “Cesar”. Il 30 gennaio, poi, sull’argine del Chiascio a Tordibetto di Assisi, venne trovato un corpo ancora più giovane, non più di 30 anni, sempre di razza bianca, corporatura normale, alto 1,75 e peso sui 60-65 kg, occhi scuri, niente tatuaggi ma abbigliamento casual con pantaloni pinocchietto verde militare, scarpe da ginnastica Nike Air e orologio da polso Carvel. Gli altri due sono stati trovati a Terni: il primo a Collescipoli, nel Nera, il 22 maggio, è di un 30-40enne bianco alto 1,70 circa con capelli medio lunghi neri e ampie stempiature, molti tatuaggi (drago sul braccio sinistro, elefantino su quello destro, una scritta araba e curda tra cui una scritta dispregiativa contro i musulmani, un tribale sulla spalla destra); il secondo vicino alla diga di Santa Maria Magale il 22 settembre è un 55enne alto 1,78 capelli brizzolati vestito con scarpe, pantaloni, calze, maglia, maglione e camicia. Guardando più indietro nel tempo ci sono altri due corpi non identificati. il giorno di Ferragosto del 1997 sotto il Ponte delle Torri di Spoleto venne trovato un 60-70enne alto 1,60 con un bypass al cuore inserito di recente, capelli brizzolati vestito con pantaloni color nocciola, camicia a quadri, mocassini di pelle senza lacci e un orologio d’oro e acciaio Eberhard. Trovato invece il 5 agosto del 2009 a Tuoro, a Punta Navaccia, dentro il lago, un 55-60enne sto 1,70 dal peso di 80 kg con occhi castani e capelli brizzolati vestito con camicia a quadretti marrone, pantaloni marroni e sandali neri.

Scomparsi tra disperazione e misteri Come detto, in Umbria, dal 1974 al 2016 risultano 140 scomparsi di cui non si sa che fine abbiano fatto. Tra loro ci saranno di certo allontanamenti volontari, ma in molti casi la sparizione resta avvolta nel mistero. Solo nella pagina di Chi l’ha visto? ci sono tredici scomparsi in Umbria, tra cui alcuni in circostanze molto misteriose. Ci sono giovanissimi come i due 19enni (al momento della sparizione): Fabrizio Catalano, il torinese di Collegno, di cui si sono perse le tracce il 21 luglio 2005 ad Assisi, e per il quale i genitori hanno reiterato più volte appelli a non dimenticarlo; Ivan Ciavarro, invece, è sparito il 22 giugno 1997 dalla casa dello studente Onaosi di Perugia allontanandosi con zaino e qualche indumento. C’è poi la badante rumena Elena Ciocoiu scomparsa il 29 dicembre 2009 da Ponte Felcino e su cui i carabinieri hanno a lungo indagato sospettando una morte violenta. Ci sono Lucio Tascini, 42enne svanito nel nulla da Fratta Todina il 5 febbraio 2001; Gianfranco Peccia, 62enne autotrasportatore di cui non si ha notizia dal 23 dicembre 2012; il 68enne Franco Seppoloni col tatuaggio “Perdonami mamma” sul polso sparito l’8 maggio 2016 da Perugia. Il 27enne Davide Barbieri scomparso da una struttura di Orvieto il 27 luglio 2008; anche il 46enne Ivano Barbieri si è allontanato da una comunità di Orvieto, L’Airone, il 13 agosto 2009 venendo avvistato l’ultima volta alla stazione di Orvieto Scalo prima di svanire per sempre. Tra i più anziani ci sono il 79enne Abramo Chiacchieroni di San Venanzo, di cui non si ha traccia dal 15 luglio 2002; il 90enne Arnaldo Falcini sparito da Stroncone il 26 marzo 2004. Aveva solo 33 anni, invece, Vera Marro sparita il 9 agosto 2003 da Terni nei pressi del fiume Nera. Su Gian Paolo Mommi che aveva 52 anni il 31 maggio 2001 quando è scomparso da Castel Viscardo, si aprì un’indagine per omicidio ma il corpo non è mai stato ritrovato. Tra i misteri più fitti, infine, quello di Barbara Corvi, la mamma 35enne di Amelia sparita dalla casa di Montecampano il 27 ottobre 2009, dopo che avrebbe rivelato al marito di una relazione extraconiugale: anche qui si sospettò di un omicidio ma senza mai trovare il corpo.

Il Dna e l’identificazione Di recente sono stati depennati da questo elenco due nomi, grazie all’identificazione di resti grazie al Dna. Si tratta di Nedina Stramaccia, l’anziana che si era persa tra i boschi di Spoleto nel 2010 e i cui resti furono trovati da un cacciatore nel 2010; e di Daniela Sanjuan, sparita dalla comunità Piccolo Carro di Bettona nel 2003 e le cui ossa furono trovate nel 2013. Con d.P.R. n. 87 del 7 aprile 2016 è stato emanato il Regolamento sull’istituzione della Banca dati del Dna, che prevede il prelievo, la gestione e tipizzazione del profilo genetico del reperto biologico nel caso di denuncia di scomparsa di persone e di rinvenimento di cadaveri o resti non identificati, se ritenuto necessario dalla polizia giudiziaria. Si sta cercando, dunque, di rendere sistematico l’uso del Dna e l’incrocio dei dati tra i due elenchi – scomparsi e cadaveri senza nome – fino ad ora non sempre efficaci. Le famiglie degli scomparsi, peraltro, auspicano un’applicazione delle nuove norme omogenea su tutto il territorio nazionale.

Numeri da capogiro A livello nazionale, dal 1° gennaio 1974 al 30 giugno 2016, sulla base dei dati forniti dalla Direzione centrale della polizia criminale del Dipartimento della Pubblica sicurezza, le persone scomparse in Italia ancora da rintracciare sono 36.902 (8.492 italiani e 28.410 stranieri), di cui 11.761 maggiorenni (5.462 italiani e 6.299 stranieri), cui si aggiungono 1.315 over 65. I minorenni sono 23.826 (1.945 italiani e 21.881 stranieri). Sono 2.340 i casi in più di persone scomparse ancora da rintracciare rispetto al 31 dicembre 2015 (34.562). Mentre, rispetto al dato del 30.06.2015 sono 5.530 in più (31.372). Gli uomini sono 27.391 (5.499 italiani e 21.892 stranieri) e 9.497 sono le donne. Di queste, 6.508 sono straniere e 2.989 sono italiane. Per 14 casi (9 minorenni e 5 maggiorenni) non è stato specificato il sesso nella denuncia. Gli italiani scomparsi all’estero sono 201: 139 maggiorenni, 25 over 65 e 37 minorenni. Le denunce di scomparsa sono in continuo aumento, essendo passate da 166.280 al 31 dicembre del 2015 a 175.501 alla data del 30 giugno 2016. Tuttavia, le persone rintracciate alla stessa data sono state 138.599, ovvero il 78.9% del totale. «Questo dato – secondo il Garante – ci dà la percezione dell’eccellente risultato ascrivibile al cammino intrapreso dall’ufficio in quasi nove anni di lavoro in collaborazione con le Prefetture, le Forze di Polizia e le Autorità giudiziarie».

Chi sparisce  Secondo i dati forniti dal Sistema d’indagine interforze della Direzione centrale polizia criminale, il maggior numero degli scomparsi, registrato in banca dati con la motivazione di «allontanamento volontario», è di 12.753, 10.256 solo minorenni, di cui 9.632 stranieri e 624 italiani. Il dato sui minori stranieri è triplicato rispetto al 31.12.2015 (4.689). I maggiorenni sono 2.257 e gli ultra 65enni 240. Il fenomeno più preoccupante resta, senza dubbio, quello degli allontanamenti dei minori dai centri di accoglienza. Il totale complessivo dei minori ancora da ricercare che si allontanano dai centri è quindi di 7.787, ovvero il 32,6% del totale dei minori scomparsi (23.826). La casistica dei «possibili disturbi psicologici» comprende 479 casi (9 minorenni, 363 maggiorenni e 107 over 65). Le «sottrazioni dei minori» sono 401, 221 stranieri e 180 italiani. Le «possibili vittime di reato» sono un totale di 98, di cui 15 minorenni, 82 maggiorenni e 1 anziano ultra 65enne.

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