Particolari controlli effettuati ad Assisi

di Iv. Por.

La statua lignea raffigurante “San Dionisio”, del valore di 30 mila euro, recuperata nel Lazio e sequestrata a un ricettatore del luogo e risultata rubata negli anni ’30 dall’omonima chiesa sita in Valfabbrica, località Poggio San Dionisio, è l’operazione di maggior rilievo inerente l’Umbria conclusa nel 2010 dal Comando carabinieri tutela patrimonio culturale di Firenze, che ha competenza anche su Perugia e Terni. I dati sull’attività del Comando sono stati divulgati giovedì 27 gennaio in conferenza stampa dal comandante, il capitano Christian Costantini.

Furti stabili In complesso, secondo Costantini «si è registrata una situazione sostanzialmente stabile degli eventi delittuosi perpetrati in danno dei beni culturali». Se nel 2009 i furti di opere d’arte erano stati 39, nel 2010 ne sono stati registrati 37. In linea con le analisi statistiche nazionali, le attività investigative confermano che la Toscana e l’Umbria risultano aree particolarmente colpite dai furti. Le province più a rischio, secondo i carabinieri, risultano ancora Firenze, Lucca, Siena, Pistoia, Arezzo e Perugia.  Le situazioni più sensibili sono rappresentate: dalle abitazioni private, specie se isolate o disabitate; dalle chiese, prevalentemente quelle dislocate in periferia e poco custodite, i cui oggetti liturgici sono facilmente commerciabili. Nel 2010 non sono stati commessi furti in danno di Musei.

I numeri In totale, nel 2010 tra Umbria e Toscana, il Nucleo tutela patrimonio culturale: ha effettuato 40 perquisizioni in abitazioni, depositi e locali commerciali (+42%); denunciato all’Autorità Giudiziaria complessivamente 77 persone (+50%); sequestrato 2 immobili di interesse artistico sui quali i proprietari stavano eseguendo opere illecite; recuperato: 186 beni d’arte e 44 reperti archeologici. Per un valore stimato in 3 milioni e trecentomila euro; sequestrato 17.094 pezzi contraffatti per un  valore stimato, qualora immessi sul mercato come autentici, stimato in9.6557.000 euro; eseguito controlli a: 41 musei; 43 aree archeologiche; 32 aree soggette a vincoli paesaggistici; 123 antiquari; 13 mercati e fiere regionali; 942 fotografie di beni d’arte; elevato 9 contravvenzioni alle attività commerciali non in regola con la tenuta dei registri di pubblica sicurezza.

Occhio su Assisi Particolare attenzione, con controlli eseguiti nelle aree soggette a vincoli paesaggistici sono stati eseguiti d’intesa con il 4° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Pisa. I servizi aerei hanno permesso di monitorare sia specifiche aree d’interesse operativo, per meglio delineare le azioni di contrasto agli scavi clandestini, sia i siti dichiarati dal’UNESCO Patrimonio dell’Umanità (il centro storico di Firenze, Piazza del duomo a Pisa, il centro storico di San Gimignano, il centro storico di Siena, il centro storico di Pienza, la Val d’Orcia, la città di Assisi e la Basilica di San Francesco ad Assisi).

Beni falsificati E’ stata riscontrata una particolare attenzione da parte della criminalità verso il mercato dei beni culturali falsificati, terreno di cultura molto fertile perché foriero di facili guadagni. I 17.094 pezzi sequestrati danno una piccola idea di quanto il particolare settore sia attivo. La diffusione del fenomeno interessa soprattutto l’arte contemporanea. Un nuovo settore d’interesse operativo è la filatelia. Un mercato apparentemente di nicchia e riservato a pochi, tuttavia in forte espansione e composto da un vasto potenziale di collezionisti esperti, oppure da appassionati ed occasionali acquirenti, disposti ad investire su francobolli e cartoline d’epoca.

Foto di beni sospetti Le fotografie dei beni di sospetta provenienza, rinvenuti nel corso delle attività e per i quali non si è potuti risalire al proprietario, sono state pubblicate sul sito dell’Arma dei Carabinieri, www.carabinieri.it all’interno del’area “cittadino” – “servizi” – “banche dati”.

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