Nel giorno della Marcia di Libera per la memoria e l’impegno per le vittime innocenti delle mafie, a Perugia arriva la notizia che il ‘maxiprocesso’ per l’inchiesta contro i tentacoli della ‘ndrangheta in Umbria si farà.
57 a processo Il gip di Perugia Carla Maria Giangamboni ha rinviato a giudizio 57 persone coinvolte nel processo sull’inchiesta “Quarto Passo”, che nel dicembre del 2014 aveva portato all’esecuzione di decine di ordinanze di custodia cautelare. Secondo la procura le persone arrestate erano legate alla cosca Farao – Marincola di Cirò Marina. Tre le condanne con rito abbreviato e un patteggiamento. Il processo si celebrerà con prima udienza fissata l’11 luglio.
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Arresti Era il dicembre 2014 quando i Ros dei carabinieri arrestarono 59 persone per associazione di tipo mafioso, estorsione, usura, danneggiamento, bancarotta fraudolenta, truffa, trasferimento fraudolento di valori, con l’aggravante delle finalità mafiose, nonché per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e sfruttamento della prostituzione. Vennero anche sequestrati beni per 30 milioni.
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Le accuse L’operazione aveva sgominato un’organizzazione ‘ndranghetista capeggiata dal pregiudicato Natalino Paletta, attiva nel capoluogo umbro dal 2008. «L’associazione di tipo ‘ndranghetista stanziatasi in Perugia – spiegava il giudice – non può, semplicisticamente essere definita come un’articolazione periferica della struttura criminale calabrese sorta e radicata nel territorio d’origine, ma si configura invece come un’autonoma associazione composta da soggetti residenti in Umbria da oltre un decennio, i quali, pur avvalendosi dei metodi tipici delle associazioni di tipo mafioso e chiaramente conservando gli originari rapporti di parentela e contiguità con soggetti operanti nella regione di provenienza, operano autonomamente ed in via esclusiva in Umbria, conservando sempre un “basso profilo” criminale, al fine di non attirare sull’organizzazione l’attenzione delle forze dell’ordine».
