di Enzo Beretta
Sarà la Corte di Cassazione, Sezione V penale, a pronunciarsi definitivamente sul caso della morte di Samuele De Paoli, avvenuta a Perugia nel 2021 dopo una colluttazione con Hudson Pinheiro Reis Duarte, conosciuta come Patrizia, transessuale brasiliana imputata e già assolta due volte. L’udienza è stata fissata per il 5 marzo 2026.
Ricorsi Sul tavolo dei giudici in piazza Cavour arriveranno due distinti ricorsi: quello della Procura generale, rappresentata dal procuratore generale Sergio Sottani, e quello della difesa dell’imputata, affidata agli avvocati Francesco Gatti e Fabio Basile.
Posizioni opposte La Procura generale contesta l’ultima sentenza di assoluzione emessa dalla Corte d’Appello, sostenendo che l’imputata avrebbe «cagionato la morte di De Paoli» stringendogli il collo e provocando «un arresto cardiaco riflesso». Secondo l’accusa, il gesto si inserirebbe nel contesto di una violenta aggressione successiva a un incontro sessuale. Di segno opposto la posizione della difesa, che ribadisce la piena legittima difesa. Nel ricorso depositato si sottolinea come De Paoli fosse «in stato di grave intossicazione da cocaina e alcol» e avrebbe aggredito l’imputata, la quale avrebbe reagito in modo istintivo esercitando una pressione «modesta e casuale» sul collo, «senza prevedere né poter prevedere l’esito mortale». Per i legali, «l’assoluzione è giusta e legittima», poiché manca «qualsiasi forma di colpa» in capo all’imputata. «Senza assolutamente sottovalutare il caso per la complessità degli argomenti tecnici e giuridici e la particolare delicatezza della drammatica vicenda affrontiamo serenamente anche questa ultima fase del processo – scrive Gatti -, certi della innocenza di Patrizia Pinheiro, come fino ad ora è stato affermato».
