Raffaele Sollecito dopo la sentenza (Foto Fabrizio Troccoli)

Richiesta di archiviazione per uno dei processi satellite scaturito da quello principale per l’omicidio di Meredith Kercher. E’ la procura di Bari a chiedere l’archiviazione per il direttore dell’emittente pugliese Telenorba, Enzo Magista’, il giornalista della trasmissione ”Il graffio” andata in onda nell’aprile 2008 ed alcuni familiari di Raffaele Sollecito, Rosaria Achille, Maria Papagni, Francesco e Giuseppe Sollecito. «La diffusione di alcune parti del filmato relativo al sopralluogo effettuato dalla polizia scientifica nell’abitazione in cui venne rinvenuto il cadavere di Meredith Kercher – st ascritto nella richiesta di archiviazione – , nel quale viene ripreso il corpo denudato della vittima, è avvenuto nell’ambito dell’esercizio del diritto di cronaca senza alcun intento offensivo della reputazione della studentessa uccisa».

Nessuna offesa   Per il procuratore di Bari Antonio Laudati, «non può ritenersi offensiva del comune senso del pudore la visione del particolare della ferita presente sul collo di Meredith, atteso che le immagini sono state accompagnate da una discussione criminologica sulle modalità con cui la stessa è  stata inferta. Le stesse, comunque, risultano meno offensive di tante altre immagini cruente che quotidianamente vengono trasmesse in tv. La divulgazione delle immagini da parte di Telenorba è avvenuta nell’ambito dell’esercizio del diritto di cronaca su una vicenda che aveva suscitato un particolare interesse nell’opinione pubblica».

La competenza  L’indagine era partita dalla procura di Perugia che, a vario titolo, contestava ipotesi di reato legate alla diffamazione, alla violazione della privacy e alla pubblicazione arbitraria di atti d’indagine. Nell’ottobre del 2011 poi era stato il gup di Perugia a dichiarare la competenza territoriale di Bari. Adesso invece Bari chiede l’archiviazione.  «L’’inutilizzabilità delle intercettazioni telefoniche – conclude Laudati – non consente di poter sostenere l’accusa in giudizio nei confronti degli indagati, familiari di Raffaele, «il cui coinvolgimento è emerso esclusivamente dalle intercettazioni» senza contare che  «alcuni reati risultano estinti».

L’opposizione  Per Francesco Maresca, l’avvocato che assiste la famiglia di Meredith Kercher, «con la riproduzione delle immagini» trasmesse da Telenorba è stata «aggredita la sfera morale della vittima». Nell’opposizione alla richiesta di archiviazione il legale fiorentino aggiunge che «lo scopo del servizio televisivo era proprio quello di evidenziare il corpo nudo della vittima e non semplicemente di commentare la gravità delle ferite inferte. Non può essere considerato mero diritto di cronaca: le immagini sono ‘oscene’». L’udienza in cui verrà discussa la richiesta di archiviazione è in programma il 13 gennaio davanti al gip di Bari. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Marco Brusco, Francesco Crisi, Paolo Sisto e Francesco Mastro.

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