foto dal sito del Comune di Viterbo

Un maxi incendio è scoppiato nella tarda mattinata di mercoledì nella facoltà di Agraria dell’Università degli studi della Tuscia, in zona Riello, a Viterbo. La colonna di fumo nero, visibile a chilometri di distanza, ha fatto scattare segnalazioni anche dall’Umbria. Sul posto i vigili del fuoco e le forze dell’ordine.

Incendio Agraria «La polizia locale sta provvedendo a bloccare le strade di accesso. Si raccomanda alla popolazione di tenere chiuse tutte le finestre delle abitazioni nel raggio di un chilometro», scrive in una nota il Comune di Viterbo che invita la popolazione di non avvicinarsi al luogo delle operazioni. A quanto si apprende, alcuni studenti e dipendenti dell’ateneo e residenti della zona si sono recati all’ospedale con sintomi da intossicazione da fumo. Nel primo pomeriggio inoltre è stato ritrovato un operaio che, in un primo momento, era stato dato per disperso. Restano ancora da chiarire le cause del rogo.

Reazioni «A nome personale e nella mia veste di docente e di presidente nazionale di Assoenologi e della sezione Umbria-Lazio – scrive Riccardo Cotarella – esprimo il mio più profondo dolore per il gravissimo incendio che ha colpito l’università degli studi della Tuscia e in particolare la facoltà di Agraria-Viticoltura ed Enologia, dove da anni svolgo attività di insegnamento con passione e dedizione. Vederla colpita così duramente, in circostanze ancora da chiarire, provoca un senso di smarrimento che va oltre il danno materiale». Per l’accaduto sostegno e vicinanza anche da parte del Consorzio tutela vini di Orvieto: «Quanto accaduto a Viterbo rappresenta un colpo durissimo per una delle istituzioni più qualificate nel panorama della formazione agraria ed enologica in Italia. La facoltà di Agraria della Tuscia è da anni un presidio insostituibile per la preparazione dei giovani professionisti del settore, nonché un punto di riferimento per la ricerca e l’innovazione applicata al mondo del vino. Vederla così duramente colpita suscita sgomento e dolore». A scrivere è il presidente Vincenzo Cecci. «Siamo certi – conclude – che l’università saprà reagire con forza».

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