A sinistra la vittima Roberto Burnelli e a destra l'omicida Francesco Cristofani

di Ivano Porfiri, Francesca Marruco e Maurizio Troccoli

Sgozzato e preso a bastonate nel capannone vicino casa a Marsciano proprio nel giorno del sesto anniversario dell’omicidio di Barbara Cicioni. E’ morto così Roberto Burnelli, 51 anni, titolare di un’azienda agricola molto conosciuta e con una rivendita di frutta e verdura poco distante dall’uscita della superstrada, a due passi da Marsciano.

Tragedia annunciata È morto perché era troppo buono, dicono i vicini e i parenti, che non riescono a capacitarsi della tragedia immane che è avvenuta. È morto perchè nessuno ha fatto niente per lui, aggiungono, perché, accusano, era una morte annunciata, e le forze dell’ordine non hanno fatto niente per difenderlo da un uomo che lo aveva minacciato e aggredito anche in passato, una volta, sembrerebbe anche di fronte al figlio piccolo.

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L’assassino Perché l’aggressore omicida è stato immediatamente identificato e si tratta di Francesco Cristofari, l’ex marito di una delle dipendenti della vittima. La donna, di origini cubane, aveva avuto molti problemi con quell’uomo e lo aveva denunciato un paio di volte. Tanto che  il giudice aveva emesso un divieto di avvicinamento a suo carico.

Il movente E lei, dopo aver lasciato il 51enne, aveva trovato inizialmente ospitalità in casa della vittima e della sua famiglia. Ma questa situazione aveva dato luogo a parecchie discussioni, e minacce da parte di quell’uomo incattivito che forse sospettava anche l’esistenza di un legame più profondo tra la vittima e la sua ex. Evenienza questa, categoricamente negata dai parenti accorsi sul luogo della tragedia. Inoltre la ex moglie dell’assassino, aveva già trovato un altro appartamento a Marsciano. Roberto lascia una famiglia bellissima, una moglie di origine argentina, una figlia quasi ventenne e un bambino di dieci anni.

L’omicidio L’omicidio si è consumato intorno alle 6 di sabato mattina. Roberto è stato assalito dal suo assassino che non gli ha lasciato scampo. Gli ha tagliato la gola e lo ha colpito molte volte alla testa con un bastone. Non è chiaro in quale sequenza, forse prima potrebbe averlo stordito colpendolo in testa e poi lo ha sgozzato. Roberto stava caricando frutta e verdura su un camioncino per andare a fare il mercato. E di lì a poco, è arrivata  anche quella donna cubana, perché anche lei doveva caricare i prodotti per andare a fare il mercato a Perugia. È stata lei a chiamare aiuto.

Carabinieri sul posto Sul posto si sono immediatamente portati i carabinieri della compagnia di Todi diretti dal capitano Marcello Egidio e quelli del nucleo investigativo del comando provinciale di Perugia.  Sul luogo della tragedia di prima mattina è arrivato anche il comandante provinciale di Perugia, il colonnello Angelo Cuneo. A fare un primo esame cadaverico è stato il medico legale Sergio Scalise, nominato consulente dal sostituto procuratore di turno Michele Adragna, anche lui presente.

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VIDEO: LE TESTIMONIANZE DI AMICI E PARENTI: TRAGEDIA ANNUNCIATA

Le testimonianze Secondo quanto riferito da molti testimoni che sono accorsi fuori dal capannone  in cui Roberto è stato ammazzato,  il 51enne era stato minacciato più volte da Francesco Cristofari, che i vicini di casa non esitano a definire un uomo violento, ben conosciuto in paese e più volte denunciato dalla vittima. Qualcuno sussurra anche di aver consigliato a Roberto di non farsi carico dei problemi di tutti. Ma era troppo buono, dicono, e ha pagato un prezzo altissimo per aver preso le difese di una donna con cui lavorava.

C’era anche la donna Secondo quanto raccontato da una cugina di Burnelli,  mentre l’assassino attuava la sua aggressione omicida,  è arrivata anche la  donna, la ex moglie dell’assassino. Non è chiaro se l’omicida volesse uccidere anche lei, ma è stata proprio lei a scappare via e chiedere aiuto sfuggendo all’ex marito che l’avrebbe inseguita per strada. Dopo è stata portata in ospedale a Pantalla in stato di choc. Insieme a lei in ospedale anche la moglie della vittima.

Battuta di ricerche In tarda mattinata i carabinieri hanno localizzato il furgone con cui l’omicida è fuggito. Lo hanno ritrovato nei pressi di un casolare a Gaglietole, in cui Cristofari aveva vissuto da bambino. Dopo aver setacciato il casolare, i militari dell’Arma, diretti sul posto dal tenente colonnello Pierugo Todini e dal maggiore Giovanni Rizzo, hanno iniziato una vasta battuta di ricerche nelle campagne circostanti. Aiutati anche da un elicottero, sono oltre 50, arrivati dalle compagnie limitrofe, i carabinieri impegnati nelle ricerche.

Chiamare il 112 L’uomo ricercato potrebbe essere armato, almeno del coltello che ha usato per tagliare la gola della sua vittima, visto che nessuna arma del delitto è stata ritrovata. I carabinieri chiedono a chiunque lo vedesse ( il volto è nella foto nella home page) di chiamare il 112 e fare molta attenzione perché potrebbe essere pericoloso. Nessuno ha idea di dove possa essersi diretto dopo aver ucciso Burnelli. E la caccia all’uomo nei boschi potrebbe essere molto lunga. In serata  le ricerche a piedi nei boschi sono state sospese e resteranno a pattugliare la zona boschiva tra Gaglietole e Gualdo  Cattaneo, alcuni militari a bordo delle loro auto di servizio, nella speranza di trovare il fuggitivo. Riprenderà domenica mattina una nuova battuta di ricerche.

Il sindaco Todini: «Sgomenti» Interviene il sindaco Alfio Todini: «È forte lo sgomento per quanto avvenuto questa mattina a Marsciano, con l’omicidio di un nostro concittadino. Si tratta di un fatto che colpisce e ferisce in modo profondo tutta la nostra comunità. Un giorno bruttissimo per Marsciano. Esprimiamo quindi piena vicinanza alla famiglia della vittima e naturalmente confidiamo nel lavoro degli inquirenti e delle forze di polizia affinché si possa fare piena luce sulla dinamica di quanto accaduto e assicurare alla giustizia, nel più breve tempo possibile, il responsabile di questo crimine».