di Ivano Porfiri e Francesca Marruco

E’ stato trovato impiccato Francesco Cristofari, il 50enne che ha ucciso sabato all’alba l’imprenditore agricolo Roberto Burnelli a Marsciano. I carabinieri e gli uomini della forestale lo hanno trovato nei pressi di un casolare tra quei boschi che l’omicida conosceva come le sue tasche.

RECUPERO DEL CORPO: FOTO – VIDEO

Impiccato I carabinieri hanno trovato il corpo senza vita di Cristofari appeso a un albero vicino un rudere di Saragano, frazione di Gualdo Cattaneo, non lontano da un altro casale, oggi abbandonato, dove aveva vissuto durante l’infanzia. L’omicida era fuggito lì dopo aver ucciso Burnelli a bordo di un Fiat Fiorino Bianco, trovato nei pressi del casolare. Secondo il medico legale si è impiccato sabato.

OMICIDIO A MARSCIANO: FOTO – VIDEO

Ricerche concentriche Le squadre organizzate dalla compagnia di Todi e dal comando provinciale di Perugia (uomoni sono stati fatti confluire da tutte le compagnie), supportati da agenti del Corpo forestale dello Stato, erano partiti dal casolare abbandonato tra Gaglietole e Saragano. E in uno dei casolari diroccati tra quei boschi lo hanno trovato domenica mattina. Con sé aveva una borsa ma non il coltello usato per ammazzare (sul sedile del Fiorino c’è l’impronta dell’arma, probabilmente gettata nel bosco). Presente al momento del ritrovamento il comandante del reparto operativo dei carabinieri Pierugo Todini. Sul posto si sono poi portati il pm Michele Adragna, titolare delle indagini, e il medico legale Sergio Scalise.

VIDEO: IL RACCONTO DEI TESTIMONI IN DIRETTA

La rabbia che cova l’omicidio Cristofari ha ucciso Burnelli in un delitto, secondo molti, annunciato. Il muratore viveva ormai in modo ossessivo la fine del suo rapporto con Merilisa, ragazza di origine cubana, che lo aveva lasciato alla fine di un rapporto difficile e si era rifugiata proprio dai suoi datori di lavoro. Da quel Roberto che accoglieva tutti braccia aperte e dalla moglie, argentina, che credeva nei valori della solidarietà. Cristofari aveva già aggredito la moglie, tanto che il giudice aveva disposto l’ordine di non avvicinarsi a lei. Ma la rabbia cresceva di giorno in giorno, fino al raptus.

L’agguato Cristofari, forse voleva uccidere Marilisa, insieme a Burnelli. Per questo si è presentato sabato mattina a quell’ora, l’ora in cui lei con Roberto caricavano il camion per andare a vendere frutta e verdura al mercato di Perugia. Abitudini consolidate che il 5oenne conosceva bene. Ma quando si è presentato nel capannone lei non c’era ancora, Roberto sì. Un breve alterco, poi l’aggressione: uno, due colpi in testa con un corpo contundente, poi la coltellata in gola: sgozzato.

La fuga in direzione precisa Intanto arrivava Marilisa. «Mi ha inseguito», ha detto sotto choc ai soccorritori. Ma la concitazione, intanto, la gente che accorreva hanno indotto Cristofari a salire sul Fiat Fiorino di Burnelli e scappare verso una direzione precisa. Un luogo simbolico: il casolare tra i boschi di Saragano dove era cresciuto. Nessun biglietto ad annunciare il suicidio. Solo parole, ripetute come un mantra: «Li ammazzo e poi mi ammazzo». Lo diceva spesso e sabato mattina ha portato a termine, per fortuna, solo a metà la sua missione omicidiaria. E poi si è tolto la vita lì, dove andava a giocare da piccolo, quando la vita non era ancora cattiva, quando il veleno del male non era ancora penetrato a inquinargli il sangue. La pace, il silenzio dei boschi. Poi più niente.