I centri per uomini autori di violenza si stanno diffondendo a macchia di leopardo su tutto il territorio nazionale. L’obiettivo di queste strutture – denominate Cuav – è interrompere la spirale di violenza, spesso radicata in determinati contesti culturali e relazionali. In Umbria se ne parla da tempo, ma con la sottoscrizione del protocollo Zeus, avvenuta a Palazzo Donini lo scorso martedì, il progetto sarà attuato anche nella Zona Sociale 4, con il Comune di Marsciano capofila.
Protocollo Il nuovo progetto, condiviso dal Comune con la Regione e la Questura di Perugia, introduce in Umbria un modello operativo incentrato su un percorso di presa in carico rivolto direttamente agli uomini autori di comportamenti violenti, affiancato ovviamente ai tradizionali provvedimenti penali. Il protocollo prevede che, al momento dell’ammonimento, l’autore di violenza venga informato dell’esistenza di un centro specializzato sul territorio regionale, al quale potrà rivolgersi per iniziare un percorso di recupero e responsabilizzazione.
Zona Sociale 4 Con la firma dell’intesa – avvenuta con la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, e il questore di Perugia, Dario Sallustio – prende così avvio il percorso che porterà all’attivazione, a Marsciano, di uno spazio e del relativo servizio destinato a operare a beneficio dell’intero territorio regionale. Nel territorio è già attivo, dallo scorso ottobre, lo sportello antiviolenza, che entro quest’anno evolverà in un Centro antiviolenza (Cav) pienamente operativo.
Prevenzione Il nuovo protocollo, finanziato da fondi ministeriali, si inserisce nel lavoro che l’amministrazione regionale sta portando avanti per rafforzare la rete territoriale di prevenzione e contrasto alla violenza di genere. «La possibilità di orientare i soggetti ammoniti verso percorsi trattamentali dedicati si è dimostrata efficace nel rendere più incisivo il provvedimento di ammonimento e diminuire la recidiva» spiega Sallustio. Un ulteriore tassello, quindi, messo a servizio dell’intera regione.
