di Francesca Marruco
Le ultime tre domande che l’avvocato della famiglia Marra ha fatto all’ex fidanzato della sorella di Sonia ha lasciato tutti di stucco. Ma non troppo, in fondo. Quando l’avvocato Alessandro Vesi ha chiesto a Paolo Apa se avesse amato Sonia Marra, se avesse avuto rapporti sessuali con lei e se fosse stato lui ad ucciderla, metà dei giurati della corte sono saltati sulla sedia.
Tre no Ovviamente le risposte del testimone, che non appena la scomparsa di Sonia da Perugia nel novembre 2006 si era attivato subito per cercarla, sono state negative. No. No. E no. Domande provocatorie? Non del tutto. Domande per sgomberare il campo da un pensiero che ha serpeggiato nel processo, soprattutto nelle domande della difesa di Umberto Bindella, l’ex guardia forestale di Marsciano imputato per omicidio e occultamento di cadavere.
Il lungo interrogatorio Paolo Apa, che è stato interrogato per quattro ore venerdì e altre due sabato mattina, ha anche negato, sempre su domanda dell’avvocato della famiglia Marra, di aver mai pedinato Umberto Bindella o fatto ricerche autonome su di lui. Paolo, maresciallo dei carabinieri in servizio a Roma, ha detto di essersi attivato molto per rintracciare l’allora cognata e di aver riferito di tutti i fatti di cui era a conoscenza ai carabinieri della caserma di Perugia.
Il mistero della scheda sim Bersagliato dalle domande della difesa di Bindella, Paolo Apa si è anche spesso trincerato dietro molti «non ricordo», come ad esempio quello relativo a una scheda sim attivata nel 2004 a Galatina e disattivata nel 2008, molto dopo la scomparsa di Sonia. Paolo non ha saputo spiegare perché al momento dell’attivazione di quella scheda venne lasciato il suo indirizzo email, né dice di aver mai saputo nulla della disattivazione della scheda stessa.
Prossima udienza Di schede sim, intercettazioni e tabulati si parlerà nella prossima udienza fissata per il 30 maggio, quando sul banco dei testimoni siederanno periti e poliziotti della polizia postale. Singolare anche l’episodio riferito dallo stesso Apa, su sollecitazione della difesa di Bindella, di quando il quattro febbraio del 2007 gli arrivò un report di consegna di un messaggio mandato al telefono di Sonia e lui richiamò immediatamente. Gli rispose una donna che disse di non essere Sonia . Paolo ha riferito di averle chiesto se aveva comprato quella scheda da poco, ma la donna disse che non l’aveva acquistata troppo recentemente. Un altro piccolo mistero nel più grande mistero della scomparsa di Sonia Marra.
Il nonno della supertestimone Sabato mattina, in apertura di udienza, l’intera corte si era spostata a casa dei vicini di Sonia. Per ascoltare il nonno della bambina undicenne che la sera della scomparsa della studentessa pugliese aveva visto un uomo vestito di nero uscire dall’appartamento della giovane e un’automobile bianca parcheggiata sotto il loro palazzo. L’anziano, troppo malato per andare in tribunale, si è rivelato però anche troppo malato per poter rispondere, dunque sono stati acquisiti i verbali delle sue dichiarazioni. L’uomo però, come la nipote, non aveva visto il misterioso uomo fuori dall’appartamento di Sonia.

