Il tribunale di Perugia (©️Fabrizio Troccoli)

di Enzo Beretta

Sotto processo, a 31 anni, con l’accusa di aver maltrattato i genitori ai quali chiedeva continuamente soldi, li minacciava quando era ubriaco e minacciava di suicidarsi. I fatti oggetto delle contestazioni sono avvenuti a Gualdo Tadino e risalgono al periodo che va dal 2021 al 2025. Si legge che l’imputato «si presentava ripetutamente» alla madre e al padre «in stato di grave ubriachezza o di alterazione derivante dall’assunzione di stupefacenti», rivolgendo «continuamente ad entrambi pressanti richieste di denaro nonché di essere accompagnato con l’autovettura in luoghi di suo interesse, con modalità verbalmente aggressive e intimidatorie e talora, in caso di rifiuto, reagendo con ira e danneggiando mobili e suppellettili, costringendoli in varie occasioni a chiedere l’intervento della forza pubblica». In una circostanza, nel marzo 2025, «poco prima di mezzanotte, si recava a casa del padre pretendendo in modo intimidatorio una bottiglia di vino e, dopo l’intervento dei carabinieri e in loro presenza, lo minacciava con le parole ‘se non vuoi darmi la bottiglia me la prendo con la forza’ e quindi entrava in varie stanze cercando la bottiglia e imprecando contro i carabinieri». 

Le denunce Pochi mesi più tardi, a luglio, «in stato di ebbrezza e di esagitazione, nella abitazione propria e della madre, lanciava bottiglie di acqua contro la stessa, afferrava un coltello e minacciava di suicidarsi poi avvicinandosi minacciosamente, così armato, alla madre ed al padre; infine si chiudeva a chiave in una camera rifiutando di aprire». Sempre con la madre, «mentre era in auto, le tirava una bottiglia di birra senza colpirla e successivamente in casa afferrava un’ascia minacciando il suicidio, poi chiudendosi in casa con l’anziana nonna materna sino all’intervento di una pattuglia della polizia pocale e poi anche dei carabinieri». «Minacciando la madre che gliela avrebbe fatta pagare – si legge nel capo di imputazione – attribuendole la colpa dell’inizio del procedimento penale». 

L’indagine Questi comportamenti – sottolinea il pm Andrea Claudiani della Procura – hanno avuto l’«effetto di cagionare un persistente e grave stato di soggezione, timore e svilimento delle condizioni di vita». All’imputato, difeso dall’avvocato Cristina Zinci, viene contestata l’«aggravante dello stato di abituale ubriachezza». Udienza rinviata all’11 marzo.

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