Un pontile sulle sponde del lago (©️Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi

Nonostante le abbondanti piogge dei primi giorni del 2026, il lago Trasimeno ha fatto registrare un incremento di livello di appena 2 centimetri. A fare il punto della situazione è l’Anbi (l’Associazione nazionale consorzi gestione e tutela del territorio e acque irrigue) nell’ultima edizione del suo osservatorio. Tra dicembre 2024 e novembre 2025 sulla Penisola si è registrato un aumento delle piogge pari al 6,4 per cento rispetto alla media, dato che conferma come gli eventi atmosferici siano sempre più concentrati nel tempo e nello spazio.

Neve e pioggia Questi primi giorni del 2026 hanno intanto portato un po’ di sollievo sugli Appennini almeno per quanto riguarda la neve: a Gualdo Tadino – sottolinea Anbi – sono caduti 20 centimetri, a Campo Imperatore, in Abruzzo, 114 (quasi un metro in più rispetto allo scorso anno), sul Monte Acuto, nelle Marche, 54, e i 50 centimetri sono stati superati anche nel Reatino. Proprio la neve – continua Anbi – era stata la grande assente nell’autunno e nell’inverno 2025 con un deficit che nella Penisola aveva superato il 50 per cento dell’indice Swe (Snow water equivalent). Da registrare poi, in Umbria, l’«evidente crescita» dei flussi dei fiumi Chiascio e Paglia grazie alle piogge degli ultimi giorni.

L’Autorità A tracciare un quadro della situazione nei giorni scorsi era stata anche l’Autorità di bacino dell’Appennino centrale che, nell’ultimo numero dell’Osservatorio sugli utilizzi idrici, conferma la situazione di sofferenza del Trasimeno e, più in generale, un peggioramento delle condizioni idriche regionali. La severità complessiva è valutata come media, con una tendenza al peggioramento, soprattutto a causa della forte carenza di piogge autunnali che ha impedito la ricarica delle falde.

Meno pioggia Nel dettaglio, dopo un settembre sostanzialmente in linea con le medie storiche, ottobre ha registrato un crollo delle precipitazioni pari al 57,2 per cento rispetto ai valori di riferimento. Questo deficit ha annullato gli effetti delle piogge estive e ha riportato il bilancio dall’inizio dell’anno in territorio negativo, con un calo complessivo dell’1,7 per cento. Gli eventi piovosi, quando presenti, si sono concentrati in episodi intensi e localizzati, riducendo l’effettiva infiltrazione dell’acqua nel suolo.

Trasimeno Il lago Trasimeno rappresenta l’elemento più critico del sistema. Alla fine di ottobre 2025 il livello medio si attestava a meno 1,68 metri rispetto allo zero idrometrico. Si tratta del trentaseiesimo anno consecutivo sotto lo zero e del secondo peggior valore mai registrato per il mese di ottobre, superato solo dal minimo del 2003. La condizione è classificata come di severità alta. Una possibile, parziale attenuazione potrebbe arrivare dal protocollo di intesa con la Regione Toscana, che prevede una fornitura – a partire da fine gennaio – di 10 milioni di metri cubi di acqua all’anno, ma gli effetti potranno essere valutati solo nel tempo.

Falde e sorgenti Accanto al Trasimeno, anche le riserve sotterranee mostrano segnali di forte sofferenza. I livelli delle falde sono paragonabili a quelli registrati nel 2017, uno degli anni più siccitosi dell’ultimo ventennio. Quattro delle cinque stazioni di monitoraggio principali si collocano stabilmente in una fascia di severità media, rendendo le acque sotterranee l’aspetto più preoccupante dell’attuale quadro idrico regionale. Le sorgenti mostrano una situazione meno critica rispetto alle falde, con una severità generalmente bassa, anche se in peggioramento e con alcuni casi di media o alta difficoltà. Le portate dei fiumi principali, come Tevere e Paglia, hanno invece garantito nel periodo estivo e autunnale il deflusso minimo necessario, pur con un aumento dei tratti classificati in severità media.

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