di Ivano Porfiri
La Guardia di finanza nel 2010 ha svolto accertamenti sulle posizioni di otto umbri, tra persone fisiche e giuridiche i cui nomi sono inseriti nella cosiddetta “Lista Falciani”, che conterrebbe i nominativi di cittadini italiani con conti in Svizzera e prende il nome dall’ex dipendente della Hsbc che l’aveva sottratta, Hervé Falciani. Il generale Fabrizio Cuneo, comandante regionale delle fiamme gialle, ne ha parlato durante la tradizionale conferenza stampa di consuntivo dell’attività del 2010.
Evasione internazionale Sul versante dell’evasione fiscale internazionale, la guardia di finanza umbra nel 2010 ha eseguito 13 interventi, di cui 8 su nomi della lista Falciani e 5 della lista Pessina, che prende il nome dall’avvocato svizzero Fabrizio Pessina, arrestato a febbraio nell’inchiesta sulle bonifiche dell’area milanese di Montecity-Santa Giulia.
Scoperti 22 milioni all’estero In tutto le fiamme gialle umbre hanno scoperto una base imponibile di 22,2 milioni di euro. Il caso più eclatante è quello di una società di pubblicità umbra che aveva un conto alla Hsbc di circa 4 milioni di euro che non sarebbero stati mai dichiarati in Italia.
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Evasione in generale «Nel 2010 non è stato registrato un aumento dell’evasione fiscale, ma un’intensificazione del controlli e un affinamento delle tecniche di selezione dei potenziali evasori». Ha spiegato così il generale Cuneo i dati snocciolati durante conferenza stampa. Rispetto al 2009 il numero di evasori totali o paratotali scoperti è passato da 161 a 198 con un aumento del 23 per cento per 294 milioni di euro di base imponibile venuta alla luce.
Imposte evase Aumentate anche le violazioni scoperte in materia di imposte dirette e di Iva, rispettivamente del 59 e del 38 per cento. Il tutto a fronte di controlli sostanzialmente invariati. «Siamo in continuo aggiornamento delle tecniche investigative – ha detto Cuneo – e abbiamo puntato su un maggiore presidio del territorio per conoscere sempre meglio il contesto socio-economico in cui operiamo». Secondo il generale, gran parte degli accertamenti fatti si traducono in somme recuperate all’erario «grazie a una stretta sinergia con l’Agenzia delle entrate».
Controlli sui patrimoni Per l’attività di polizia giudiziaria, nel 2010 la gdf umbra ha eseguito 38 accertamenti patrimoniali («importanti – ha detto Cuneo – per contrastare il riciclaggio di denaro sporco»), 15 operazioni anti-riciclaggio in senso stretto, 4 operazioni anti-usura. In aumento anche il fenomeno delle partite Iva «apri e chiudi», cioè aperte e chiuse prima di versare il dovuto.
Droga e contraffazione Sul fronte del traffico di droga, la finanza umbra nel 2010 ha sequestrato 226 kg di stupefacenti e arrestato 186 persone. Nella lotta alla contraffazione sono stati oltre 100mila i prodotti sequestrati. «E’ un fenomeno particolarmente odioso – ha specificato il generale – perché generalmente si pensa solo all’oggetto acquistato da uno straniero all’angolo di una strada, ignorando che si mettono così in ginocchio i commercianti onesti che pagano le tasse».
Programma del 2011 «Per il 2011 – ha concluso Cuneo – verra’ intensificata la lotta al sommerso, proseguiranno gli accertamenti sulla fiscalita’ internazionale e la lotta alle grandi frodi, ma punteremo anche a controlli mirati sull’uso dei fondi pubblici, tema molto importante in tempo di crisi».



