Forse torna a Roma l’indagine in corso a Perugia sugli accessi alle banche dati della Dna partita dalla denuncia del ministro della Difesa Guido Crosetto. La Cassazione, che si è pronunciata su un altro caso, ha stabilito che per i magistrati della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, che ha sede nella Capitale, non è previsto lo spostamento di un fascicolo che li riguardi sia come indagati sia come persone offese. Per i magistrati applicati alle Dda presso le altre procure, invece, si applica l’articolo 11 del codice di procedura penale e, dunque, vale lo spostamento dell’indagine alla procura competente.
L’inchiesta sui dossieraggi forse torna a Roma
La questione approfondita dalla Cassazione riguarda i magistrati della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo
