Una polemica che ha scosso la città di Terni, tanto da rendere necessaria una presa di posizione ufficiale da parte del procuratore Cesare Martellino nel corso di una riunione in prefettura. Tutto era nato dalle dichiarazioni del sostituto procuratore Elisabetta Massini, a cui aveva risposto a stretto giro di posta il sindaco Leopoldo Di Girolamo. Uno scontro istituzionale su cui torna con una nota il pm Massini per chiarire la sua posizione e sottolineare che la sua richiesta di attenzione riguardava eventuali propagazioni della criminalità scoperta con l’inchiesta di Mafia Capitale.
La polemica Agli studenti del liceo Angeloni, il magistrato Elisabetta Massini, parlando dei temi della legalità e della corruzione, aveva parlato di una Terni alle prese con più di un problema, anche in relazione a possibili infiltrazioni della malavita organizzata. La cosa non è piaciuta al sindaco Di Girolamo e all’assessore Armillei, che hanno replicato stizziti richiamando al ruolo dei magistrati, che dovrebbero «tenere comportamenti ispirati a discrezione, misura ed equilibrio». Immediata si è scatenata la bagarre politica contro il Comune. Tanto che è intervenuto poi il procuratore Martellino per dire che «non risultano in Procura evidenze di questo tipo o reati associativi di tipo mafioso; l’attenzione resta comunque altissima, al punto da avviare accertamenti preventivi quando ancora non si prefigurano ipotesi di reato, spesso sulla base di semplici notizie di stampa, come sta accadendo in questi giorni»
Massini precisa Ora torna sull’argomento la Massini, ribadendo la sostanza del suo messaggio agli studenti. «Su espressa domanda relativa alla possibilità che anche Terni sia afflitta da forme di criminalità analoghe a quelle di cui si sta occupando la procura della Repubblica presso il tribunale di Roma – spiega in una nota – ho espresso la mia opinione, che era e rimane la seguente: la contiguità geografica Terni-Roma impone a tutti e in particolare agli operatori giudiziari e alle forze dell’ordine, di alzare il livello di attenzione, anche nella nostra città, caratterizzata da problematiche ambientali note così come è noto che la materia ambientale è da anni il business ambito dalle organizzazioni criminali. Non altro. Ogni diversa interpretazione sui contenuti del mio intervento – prosegue – da qualsiasi sponda promani, non risposte alla verità dell’accaduto. Ferma la necessità di rimarcare, come taluni hanno viceversa insinuato con una fantasiosa estrapolazione di frasi dall’articolare contesto globale in cui venivano pronunciate, che in nessun modo avrei potuto sfiorare di critiche me stessa e nel contempo l’attuale procuratore, al quale sono legata da profonda stima e considerazione. Con tale precisazione, che infrange il mio stile improntato da anni al massimo riserbo – conclude il pm – credo si possano azzerare polemiche sterili e prive di senso».
