
di Francesca Marruco
Quando questa mattina davanti ai giudici della Corte d’assise d’appello ha preso la parola Amanda Knox, il legale della famiglia Kercher, l’avvocato Francesca Maresca, si è alzato ed è uscito. «Sono uscito perché le scuse mi sembrano assolutamente tardive – spiega il legale fiorentino -, e avvengono dopo che il padre di Mez, in una delle pochissime dichiarazioni rilasciate, aveva specificato di non aver mai sentito nessuno ricordare la figlia. Queste scuse – ha aggiunto – mi sembrano del tutto inopportune, mi sembrano finalizzate unicamente a questo processo d’appello e quindi non voglio fare polemica e mi sono doverosamente allontanato».
Lumumba: mi fa pena Patrick Lumumba invece, il congolese ingiustamente accusato da Amanda Knox dell’omicidio di Meredith Kercher nelle prime fasi dell’indagine, ha commentato così le parole dell’americana: «Io l’ho detto fin dal primo momento che l’avevo perdonata». «Mi ha fatto molta pena» ha aggiunto Lumuba che però pensa sia «una strategia difensiva. Io so solo che lei m’ha coinvolto – ha detto ancora il congolese uscito dal carcere quando venne arrestato Guede – e, nel momento giusto non ha detto niente ai giudici. Se avesse detto queste cose quando siamo usciti dall’isolamento io avrei potuto crederle. Ora credo sia solo un tentativo di giocare qualunque carta per vincere il gioco».
Maori: riaprire il dibattimento Chi invece crede fermamente nell’innocenza dell’americana è l’avvocato Luca Maori, difensore di Raffaele Sollecito insieme all’avvocato Giulia Bongiorno: «Chiediamo – ha detto – una riapertura dibattimentale a tutto campo, tipo quella che c’è stata per l’omicidio di Garlasco». Il penalista perugino ha poi precisato che «il giudice Vitelli (che ha assolto in primo grado Alberto Stasi, ndr) ha disposto una perizia collegiale con periti genetici, medico-legali e anche di esperti di computer. Riteniamo indispensabile che venga riaperto il dibattimento con l’assunzione di queste perizie».
Ascoltare Alessi Pochi minuti prima della pausa infatti il legale di Sollecito aveva chiesto la riapertura dibattimentale sollecitando in particolare l’audizione di Mario Alessi, il muratore che ha ucciso Tommaso Onofri che sostiene di aver raccolto una confidenza in cui Rudy Guede gli disse che ad uccidere Meredith fu una persona mai sfiorata dalle indagini. Rudy Guede, però, ha smentito questa circostanza. Il legale ha anche chiesto che vengano ascoltati i gestori dei locali notturni di Perugia che smentirebbero la versione di un teste fondamentale nel giudizio di primo grado.
Il clochard C’è infatti un clochard che ricorda di aver visto Amanda e Raffaele insieme in piazza Grimana la sera dell’omicidio, e dice di essere sicuro della data perché la mattina dopo c’era la polizia e la sera stessa le navette per le discoteche. I testimoni della difesa di Sollecito, se ammessi, riferiranno di come quella sera i locali fossero tutti chiusi. La difesa di Sollecito ha inoltre chiesto nuove perizie sul gancetto del reggiseno in cui venne trovato il dna dello studente pugliese e sulle macchie mai analizzate trovate su una federa nella stanza del delitto. Una perizia tecnica sul computer, che Sollecito dice di aver usato mentre Mez veniva uccisa, e una perizia audiometrica per dimostrare che una testimone che dice di aver udito l’urlo di Mez la sera in cui venne uccisa non è attendibile. Ai giudici della Corte d’assise d’appello Luca Maori ha detto di «non aver paura di approfondire». «Ricordatevi – ha detto in conclusione – che solo quando vi è certezza vi è verità, e solo quando vi è verità vi è giustizia».
Nuova perizia sul coltello Nel pomeriggio la difesa della giovane americana ha chiesto alla Corte d’assise d’appello di poter riaprire il dibattimento per effettuare nuove perizie e ascoltare nuovi testimoni. In particolare, gli avvocati Carlo Dalla Vedova e Luciano Ghirga hanno insistito molto sul coltello ritenuto l’arma del delitto. Secondo la difesa c’è bisogno di una perizia superpartes perché esistono solo consulenze tecniche di parte. La difesa ha anche chiesto una nuova analisi delle impronte evidenziate dal luminol nella casa di via della Pergola. Infine hanno sollecitato l’audizione dell’ex camorrista Luciano Aviello. L’avvocato Ghirga ha infine chiesto che la Corte dichiari inutilizzabili le dichiarazioni spontanee rese da Amanda la notte in cui poi venne arrestata anche per quanto riguarda il procedimento che la vede imputata per calunnia.
Tra le parti è già battaglia Accusa, parti civili e difesa intanto hanno già iniziato a darsi battaglia. Secondo l’avvocato della famiglia Kercher, Francesco Maresca, le esposizioni delle difese sono state troppo lunghe, delle vere e proprie arringhe al momento sbagliato del processo però. Dal canto loro i difensori hanno ribadito che senza le spiegazioni fornite oggi in aula i giudici non potrebbero decidere serenamente.
Prima decisione sabato prossimo Nella prossima udienza del 18 dicembre la parola passerà all’accusa e alle parti civili, poi i giudici togati insieme ai giudici popolari si ritireranno in camera di consiglio per decidere se concedere o meno la riapertura del dibattimento come richiesto dalle difese.
