di Enzo Beretta
Quattro centri di cartomanzia sono stati chiusi dalla polizia che ha denunciato il titolare di un’attività per non aver rispettato l’ordine di cessazione. Tre società – è stato riferito stamani in questura – sono di Perugia mentre la quarta è di Bastia. Secondo quanto riferito dagli investigatori della polizia amministrativa e del nucleo ispettorato del lavoro dell’Arma dei carabinieri le chiamate al numero 899 provenivano da varie città d’Italia e gli operatori dei call-center intrattenevano i loro interlocutori alla ricerca di informazioni su «futuro e fortuna». Telefonate con tariffe da 0,90 a 1,50 euro al minuto.
«Fenomeno preoccupante» Gli accertamenti – ha riferito la direttrice del servizio territoriale del lavoro di Perugia, Dina Musìo – è iniziata a maggio in seguito alle richieste di aiuto da parte di alcuni lavoratori che lamentavano stipendi e Tfr non pagati. A quel punto il fascicolo è stato trasmesso ai carabinieri. «E’ un fenomeno preoccupante che coinvolge diverse persone – ha detto il questore Francesco Messina nel corso della conferenza stampa – perché in un momento di crisi economica si cerca conforto».
«L’attività del ‘ciarlatano’ è vietata» «Questi dipendenti però non erano esperti di esoterismo, tarocchi o astrologia – ha specificato il primo dirigente Giovanni Giudice della Divisione amministrativa, sociale e dell’immigrazione – bensì lavoratori precari che fornivano un servizio commerciale. L’attività del ‘ciarlatano’ è vietata». Il luogotenente Angelo Borsellini ha concluso spiegando i due sistemi per pagare le costose telefonate: «Spillavano fino a un massimo di 15 euro oppure senza limitazioni di tempo con la carta di credito. Un utente ha speso 350 giorni in 15 giorni, il volume d’affari è rilevante». L’inchiesta – è stato detto – non è conclusa e potrebbe avere sviluppi con nuove contestazioni di reato.
