«Accettare questo strano appuntamento – cantava Ornella Vanoni – è stata una pazzia»: lo stesso deve aver pensato, con intenti molto meno amorosi, il consigliere regionale Gianluca Cirignoni. Un appuntamento saltato, uno sfogo ‘colorito’ su Facebook e l’ex esponente leghista – oggi al gruppo misto di palazzo Cesaroni – si è ritrovato querelato e poi citato a giudizio per diffamazione.
La storia È l’agosto del 2011 e Daniela Cirillo, in qualità di presidente dell’associazione Anvu che tutela le vittime dell’usura, chiama il consigliere regionale. È il primo contatto fra i due, che non si conoscono, e la Cirillo – che è anche segretaria del movimento politico La Destra a Terni – chiede un incontro urgente per discutere insieme ad alcuni commercianti di una questione che le sta a cuore: l’obbligatorietà del Durc per i venditori ambulanti.
Lo sfogo e la querela Il consigliere, di fronte alla richiesta, si organizza e sposta alcuni appuntamenti: «Ok per lunedì prossimo». Lunedì arriva presto ma all’appuntamento non si presenta nessuno: un’attesa inutile che manda su tutte le furie Cirignoni. Su Facebook – ma lui dice di non saperne nulla – spunta uno sfogo condito anche da una parola piuttosto colorita. Destinataria, «la signora Cirillo» che di fronte al post, prende carta e penna e – attraverso l’avvocato Maurizio Cecconelli del foro di Terni – segnala il tutto alla locale procura che in seguito passerà il fascicolo ai colleghi di Perugia.
A giudizio Mercoledì, ad oltre tre anni dall’episodio, è arrivata la citazione diretta a giudizio per diffamazione. La prima udienza, di fronte al tribunale monocratico di Perugia, è stata fissata per il 15 ottobre del 2015. Sulla vicenda, Gianluca Cirignoni è lapidario: «Di questa persona l’unica cosa che purtroppo ricordo è che non si è presentata ad un appuntamento che lei stessa aveva chiesto con la massima urgenza. Poi mi sono ritrovato querelato».
