di M.R.

La tragica morte, le questioni burocratiche complesse, il dolore di amici, parenti e conoscenti fino all’ultimo abbraccio, già rinviato. Ora c’è la data certa dei funerali di ‘Zeb, lu sorge’: le esequie sono fissate per le 16 di venerdì 25 settembre nella chiesa di Santa Maria Assunta a Montefranco, un paese silenzioso per rispetto di Francesco e dei suoi cari.

Zebbaro Superati gli intoppi burocratici, affrontato il lungo ed estenuante viaggio, la salma del 39enne è rientrata in Italia giovedì sera, venerdì i funerali. Col suo sorriso e la sua bontà tutti lo ricordano come un amico coinvolgente, entusiasta, maledettamente cocciuto e appassionato. Ha perso la vita durante un’escursione sportiva in Francia, facendo sport outdoor che amava tanto.

La maratona di solidarietà L’associazione italiana canyoning, il gruppo zompafossi Montefranco, il Cai di Terni e l’asd Think natural-Recovery energy stanno promuovendo, in accordo con la famiglia di Zeb, una raccolta fondi destinata a Francesco Radicchi a seguito della sua tragica scomparsa. I soldi raccolti saranno devoluti alla copertura delle spese che purtroppo questi eventi comportano. Eventuali eccedenze saranno destinate ad associazioni benefiche scelte dalla famiglia. Chiunque avesse piacere a donare qualcosa può effettuare un bonifico bancario intestato a: Associazione italiana canyoning, IBAN IT 31 R 02008 01400 000103520726, causale: pro-Zeb (obbligatoria). La raccolta terminerà il 31 ottobre e sarà regolarmente rendicontata. Saranno resi pubblici solo i nomi dei donatori, per favorire la partecipazione del maggior numero di persone a prescindere dall’importo che ognuno donerà.

La verità sulla morte Dall’associazione italiana canyoning, intanto, il racconto della tragica scomparsa di Francesco. «L’incidente è avvenuto sull’ultima cascata di 80 metri del canyon de Ruzard. Durante la calata, dopo circa 30 metri – fanno sapere – ha inspiegabilmente lasciato la corda precipitando per 10 metri e urtando violentemente la testa su un terrazzino di roccia, continuando poi la sua caduta fino in fondo. I ragazzi che erano con lui hanno subito chiamato i soccorsi e praticato le manovre di rianimazione fino all’arrivo dei soccorritori che non hanno potuto che constatarne la morte. Dalla ricostruzione della gendarmeria francese risulta che tutte le manovre di armo della calata e di discesa sono state effettuate correttamente. Non si capisce come mai Francesco abbia lasciato la corda, chi era con lui riferisce che nella caduta non lo ha visto ne cercare di riprendere la corda né urlare ma solamente cadere inerte».

Twitter @martarosati

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.