di Fra.Mar.
Si dicono«molto vicini al dolore della famiglia» del 19enne morto domenica notte fuori dalla discoteca Guendalina di Santa Cesarea Terme, a Lecce, ma chiedono anche che gli altri questori d’Italia prendano esempio dall’azione di Maurizio Improta, il questore di Rimini che ha chiuso per 4 mesi il Cocoricò in seguito alla morte per ecstasy del loro figlio 16enne.
Stretta «Il coraggioso consapevole e determinato provvedimento assunto dal dottor Improta – scrivono i genitori di Lamberto in una nota stampa diramata tramite il loro legale Roberto Bianchi- non può di certo da solo risolvere in venti giorni il problema dei decessi di giovani in Italia per droga, ma di certo tale provvedimento ritenuto pienamente legittimo dal TAR Emilia Romagna può costituire un ottimo precedente per dare impulso ai questori di tutta Italia colleghi del dottor Improta di emettere altrettanti provvedimenti in casi analoghi fino a giungere perché no ad un intervento legislativo da parte del nostro Parlamento per stringere le maglie del traffico di stupefacenti ed aumentare i controlli nelle discoteche ritenute più a rischio come il Cocoricò».
IL 19ENNE: «DOVEVO MORIRE IO»
SI DIMETTE IL GENERAL MANAGER DEL COCORICÒ
De Meis Intanto, è di sabato la notizia che Fabrizio De Meis ha annunciato la possibilità di non riaprire se dovessero continuare le minacce di morte al questore. Circa una cinquantina, tutte raccolte nel web e confluite in un’informativa della polizia postale. «Apprendo solo ora via internet – ha scritto De Meis sulla sua pagina Facebook -che il Questore di Rimini Maurizio Improta ha ricevuto minacce di morte a seguito del provvedimento di chiusura di 4 mesi della discoteca Cocorico’. Ritengo tutto ciò inqualificabile ed inaccettabile».E poi avverte: «se certi gravissimi ed inaccettabili episodi si dovessero ripetere potremmo anche valutare decisioni drastiche come la mancata riapertura del Cocorico a prescindere dall’esito dei ricorsi».
Civiltà e rispetto E’ ancora De Meis a sottolineare che«si possono avere idee diverse ma vanno manifestate sempre con civiltà e rispetto verso tutte le istituzioni che hanno il difficile compito di governare un territorio. Stiamo cercando – spiega ancora -nel rispetto della legge e nel rispetto dei ruoli di riuscire a sospendere il provvedimento di chiusura ma ribadiamo in maniera netta, forte e chiara, l’assoluto rispetto delle istituzioni, e la nostra posizione contro ogni forma di violenza anche verbale. Anche nelle difficoltà vogliamo un clima di serenità e rispetto».
