di Ivano Porfiri
Una vera e propria banda di ladri specializzata in furti in case, negozi, bancomat che si sposta in modo rapido in diverse parti dell’Italia. I carabinieri della compagna di Todi li hanno intercettati venerdì sera intorno alle 18 in un’area di servizio lungo la E45. Ne è nato un inseguimento con lo speronamento di un’auto dei carabinieri e una fuga nei campi. Bilancio finale: un arresto e tre malviventi fuggiti. A parlarne in conferenza stampa il maggiore Carlo Sfacteria, comandante del reparto operativo di Perugia, insieme al comandante della compagnia di Todi, capitano Luigi Salvati, e il luogotenente Bartolomeo Aleo.
Blitz e speronamento I militari hanno intercettato la banda nel corso dei dispositivi di prevenzione dei furti, numerosi in zona e in generale in tutta l’Umbria. Il blitz è scattato individuando un’Audi A5 di grossa cilindrata ferma a rifornirsi di carburante. I carabinieri sono intervenuti bloccando subito l’uomo sceso per il rifornimento, ma gli altri sono ripartiti a tutto gas andando a speronare la vettura che voleva fermarli. Per fortuna nessun militare è rimasto ferito. Partito l’inseguimento, la macchina è stata abbandonata pochi chilometri dopo, all’uscita della galleria di Collevalenza. Quindi si sono dati alla fuga nei campi e nei boschi intorno. Il buio e la pioggia hanno favorito i ladri.
L’arrestato e l’auto La persona arrestata è un 29enne albanese su cui pendevano due provvedimenti restrittivi (uno di ripristino in carcere dopo fuga dai domiciliari a Fiorenzuola d’Arda, nel Piacentino, e una pena definitiva di due anni e un mese per ricettazione, oltraggio, furto aggravato in concorso). L’Audi A5 S5 è risultata rubata a Milano lo scorso anno, ma aveva targhe di un’altra vettura rubate in provincia Mantova.
Notevole spessore criminale Sono ora in corso indagini, coordinate dalla Procura di Spoleto, per risalire all’identità dei fuggitivi e per capire se siano stati responsabili di altri furti nella provincia. «Dal modus operandi e dagli arnesi sequestrai nell’auto (frese, tronchesi di grosse dimensioni, leve metalliche, passamontagna) – ha sottolineato il maggiore Sfacteria – desumiamo che si tratta di soggetti di notevole spessore criminale, non ladri occasionali, bensì di una banda di gente esperta e pericolosa». Smentito dai carabinieri che, durante l’operazione, siano stati esplosi colpi di pistola.
