Nel pomeriggio del 24 ottobre avevano aggredito e ferito gravemente un albanese, che per l’accaduto ha riportato lesioni al capo e un braccio rotto con prognosi di 5 settimane, e avevano creato il panico a Ferro di Cavallo.
I fatti Neppure 24 ore dopo, però, gli uomini delle volanti hanno ricostruito l’accaduto e denunciato due marocchini, M.B. e Y.B., rispettivamente padre e figlio 19enne. Tutto è nato da un litigio che l’uomo aggredito, nel primo pomeriggio, ha avuto con una donna. Insomma una discussione accesa dovuta al rapporto tra le figlie dei due. Si intromette, però, M.B., sulla sola base del rapporto di amicizia con la donna e senza che ve ne fosse motivo, ha iniziato una colluttazione con l’albanese, sferrandogli un pugno. A distanza di qualche ora, i due si sono rincontrati in un bar di Ferro di Cavallo. Forse l’albanese confidava in un chiarimento. Di fatto, improvvisamente, è stato aggredito ferocemente da alcune persone che si trovavano con M.B.
L’aggressione In particolare, il figlio del marocchino, di diciannove anni ha colpito più volte l’albanese con una bottiglia di vetro causandogli gravi ferite. Dal canto suo, M.B. ha persino estratto un grosso coltello e ha ripetutamente cercato di colpire l’uomo. Questi se l’è cavata anche grazie al contributo del gestore del bar che, coraggiosamente, si è interposto e ha tolto il coltello all’aggressore. Il resto l’ha fatto la polizia che ha costretto gli aggressori alla fuga. Subito dopo, le Volanti hanno iniziato ad indagare per identificare i due marocchini. Mettendo insieme gli elementi ricavati dalle deposizioni del denunciante e dei presenti, nonché quelli acquisiti grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza, è stato attribuito un volto e un nome agli autori. La mattina dopo, M.B. e Y.B. sono stati prelevati dalla loro abitazione e condotti in Questura.
Il padre è stato denunciato per lesioni personali, minacce e porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere. Il figlio per lesioni personali gravi.
Albanese fermato in aeroporto Ieri i poliziotti in servizio all’ufficio di Frontiera dell’aeroporto San Francesco hanno impedito un nuovo tentativo di emigrazione clandestina dall’Albania alla Gran Bretagna. Alle 10 nell’ambito dei controlli di Frontiera per i passeggeri in partenza per Londra, gli agenti hanno posto sotto attenzione un giovane che aveva esibito un documento di identità greco. Un colloquio in lingua greca ed il giovane manifestava un linguaggio stentato, non compatibile con chi vi ha vissuto per lungo tempo. I riscontri alla banca dati delle forze di polizia effettuati dagli agenti sulla carta di identità hanno evidenziato che si trattava di un documento da sequestrare perché facente parte di uno stock rubato. Il giovane albanese P.J., 23enne, sconosciuto alle forze di polizia Italiane, è stato indagato per sostituzione di persona, possesso di documenti falsi e ricettazione. Avviate le procedure per l’espulsione.

Sono RISORSE. I nuovi italiani